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mercoledì 5 marzo 2014

di Unknown

VideoPost | Getulio Alviani e Anna Franceschini, doppia personale da Vistamare



Nelle sale che si rincorrono al secondo piano del palazzo in Largo dei Frentani a Pescara, la Galleria Vistamare di Benedetta Spalletti accoglie una doppia mostra dedicata all'opera di Getulio Alviani e Anna Franceschini.
Un sapiente e misurato faccia a faccia tra uno degli esponenti più incisivi dell'arte programmata e ghestaltica e una giovane videoartista.

giovedì 26 dicembre 2013

di Anna Ricciardi

Bill Viola entra nelle collezioni degli Uffizi

B. Viola, Self Portarait, Submerged, 2013,
(foto Kira Perov)
Link foto
Firenze-Uffizi è stata l’ultima tappa di un percorso che ha visto il noto video artist americano confrontarsi con alcune tra le maggiori istituzioni museali del nostro paese. Dopo The Encounter e The Raft, opere rispettivamente esposte alla GAM di Torino e al Palazzo Te di Mantova, per la città toscana Bill Viola ha realizzato un autoritratto che entrerà a breve nella collezione del Corridoio Vasariano. Prima, però, il video Self Portrait – Submerged, è stato esposto nella suggestiva cornice dell’ex-abside di San Pier Scheraggio, fino al 22 dicembre.

Come suggerisce il titolo, l’artista si presenta completamente sommerso dall’acqua, disteso sul letto di ciottoli di un fiume. L’inquadratura è fissa, la figura appare immobile ed esanime, avvolta da una sensazione di sospensione e fissità. 

Inizialmente l’audio sembra essere completamente assente, solo a poco a poco si avverte un leggero sciabordio mentre gli arti iniziano a muoversi impercettibilmente e anche le guance e gli occhi cominciano a fluttuare sotto le increspature delle onde. Alla stasi iniziale subentra via via un intenso dinamismo e ogni cosa diventa improvvisamente vitale e mutevole. 

L’elemento simbolico dell’acqua, ricorrente nelle opere di Bill Viola, si ripresenta anche nel caso dell’autoritratto, che perde, in questo modo, ogni connotazione personale e biografica, per essere assurto a metafora della condizione esistenziale stessa, del suo scorrere e continuo divenire.
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sabato 17 agosto 2013

di Lucia Zapparoli

Intervista | Pensieri in movimento: Chiara Mazzocchi ci racconta la sua arte

Chiara Mazzocchi
Ve l’avevamo già presentata in un videopost di qualche anno fa (link al post) ma questa volta è Chiara Mazzocchi in persona a parlarci del suo lavoro. 
Nata in provincia di Savona nel 1978, cresciuta ad Andora, dedica la sua vita all'arte visiva e performativa. Dopo aver vissuto a Berlino due anni e partecipato a numerose esposizioni internazionali, Chiara è tornata in Italia e attualmente vive a Milano, dove continua le sue sperimentazioni artistiche e concettuali.

lunedì 28 gennaio 2013

di Unknown

VideoPost | L'arte surreale e grottesca di Nathaniel Mellors

Si è conclusa ieri la mostra dedicata al lavoro di Nathaniel Mellors presso la galleria Monitor di Roma. L'artista inglese nell'ultima Biennale di Venezia aveva catturato l'interesse del pubblico con il suo memorabile Hippy dialectics, una sorta di scultura animatronica a due teste. La ricordate? A noi era piaciuta moltissimo. 

N. Mellors, Hippy dialectics, 2010
(link foto)
La mostra Recent collaboration before THE SAPROPHAGE è la seconda personale dell'artista inglese nella galleria romana. Sviluppata in collaborazione con Gwendoline Christie e Chris Bloor, comprende un nuovo film, stampe digitali e dipinti.

Monitor
Monitor
L'intera mostra gira intorno al video The Soprophage in cui due personaggi, alquanto improbabili, dibattono su un'apocalisse culturale di cui sembrano essere entrambi superstiti. Il loro confronto verbale è bruscamente interrotto dall'arrivo inaspettato di un terzo personaggio, the Saprophage, un predicatore portatore di spiritualità negli Stati Uniti, chiaro omaggio dell'artista al mai realizzato San Paolo di Pier Paolo Pasolini.
A far da sfondo uno strano paesaggio, in verità tre diverse locations: Los Angeles, l'East London e la Grecia che, grazie al video, sembrano catapultare i tre personaggi in uno spazio unico ma temporalmente ibrido, in cui passato e futuro si annullano in un continuo presente.

Surreale e grottesco sono gli aspetti che tornano di nuovo nella ricerca artistica di Nathaniel Mellors. 

Per voi un video della mostra

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domenica 9 dicembre 2012

di Unknown

VideoPost | Alviani ArtSpace, dal tunnel alla videoarte croata

Ha inaugurato sabato 1 dicembre il nuovo spazio espositivo sito nel piano inferiore dell'Aurum, la fabbrica delle idee di PescaraAlviani ArtSpace è accessibile grazie al famoso tunnel, opera site specific realizzata per Fuori Uso dal maestro dell'optical art Getulio Alviani. Il tunnel rende la visita  una vera e propria esperienza multisensoriale.
Ad inaugurare il nuovo spazio Trans Adriatic, una mostra di videoarte in cui quattro artisti croati riflettono sull'idea del tempo e dello spazio.

Abbiamo chiesto al direttore artistico Lucia Zappacosta di spiegarci com'è nato il progetto e le linee guida della mostra d'apertura. 
Eccovi l'intervista:


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giovedì 8 novembre 2012

di Unknown

Maya Zack e il suo mondo fatto su misura

Still from the video Black and White Rule,  2011 
one channel HD video, duration:17:45 min
(courtesy by gallery)

Di quest'artista israeliana ho apprezzato in primo luogo l'eleganza nascosta tra l'immagine docile di una donna e l'azione ripetitiva e ossessiva di misurazione. Mi ha affascinato la precisione maniacale e il suo bagaglio pratico fatto di equazioni, immagini di archivio e diagrammi che si amplificano nell'alternarsi di rumori strumentali e silenzi mentali. Una sorta di scienza precisa per ordinare la confusione del mondo reale. 

Still from the video Mother Economy,  2007,
one channel HD, duration:19:45 min

(courtesy by gallery)
Still from the video Black and White Rule,  2011 
one channel HD video, duration:17:45 min
(courtesy by gallery)


Maya Zack è ospite della galleria Marie-Laure Fleisch di Roma con un'installazione plurilinguistica nella mostra Made to Misure. Ad accogliervi troverete un asettico ufficio pieno di scatole di cartone, alle pareti disegni su carta di varie dimensioni che appaiono con le stesse sembianze e freddezza di tono degli studi scientifici o rilievi post crimine. Un video, Black and white rule (2011), che vi manterrà con il fiato sospeso per tutta la durata, in attesa di un istante continuamente rinviato e algebricamente preannunciato. Nella Project room della galleria ritroviamo la stessa compulsiva misurazione ma in un ambiente domestico, nel video Mother Economy (2008). 
Finito e infinito sono gli estremi del linguaggio di quest'artista, che indagando meticolosamente l'immagine, la forma e il concetto di realtà, non fa altro che metterne in discussione l'esistenza. Una formula che spinge l'osservatore nuovamente verso il caos da cui si è partiti. Un po' come tutte le scienze che, arrivate al loro momentaneo e precario limite, osano guardare oltre, con una tensione che muove verso l'infinito.

Made to Misure fa parte del progetto About Paper. Israeli Contemporary art, a cura di Giorgia Calò.

Per maggiori info vi rinvio al sito della Galleria Marie-Laure Fleisch.
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mercoledì 11 gennaio 2012

di Unknown

Festival della videoarte In Visibile

In seguito all'interesse suscitato nelle sue edizioni estive presso Colli del Tronto, il Festival della videoarte In Visibile, ha pensato bene di fare un bis con un'edizione invernale presso Bellante, cittadina in provincia di Teramo.  Il 6, 7 e 8 gennaio video installazioni di artisti emergenti sono state presentate al pubblico nell'antico e suggestivo Palazzo De Laurentis, grazie all'Associazione culturale Liberamente, guidata da Nicola De Dominicis, e la supervisione del curatore ticinese Riccardo Lisi.

Il festival invisibile nasce da un'idea dell'Associazione il Formichiere di Colli del Tronto: "Rendere l'invisibile in visibile" è il gioco semantico alla base del progetto che consiste in una vera e propria kermesse di giovanissimi video maker alle prese con uno spazio.

Inutile dire che spesso proprio lontano dai centri deputati all'arte contemporanea si rimane piacevolmente stupiti.

Giustino Di Gregorio
Il primo artista incontrato è Giustino Di Gregorio che paradossalmente, attraverso il buio dello spazio, è riuscito a catturare la luce, imprigionandola in una sorta di poetico quanto moderno cilindro che ce ne racconta le evoluzioni. Trapped Light, questo il titolo dell'installazione, ha sicuramente qualcosa in comune con l'osannato vincitore dell'ultima  Biennale di Venezia Haroon Mirza
Di Gregorio emozionato ci rivela:   
"Il tutto è nato da un ricordo di mio figlio che a cinque anni cercava di catturare la luce".

Gloria Sulli
Gloria Sulli invece ha scelto di rendere manifesta la paura e l'angoscia degli immigrati attraverso una sorta di metafora: un mare in tormenta che fagocita giocattoli per poi restituirli. A rendere il tutto meno astratto e più tangibile, a far da monito, una montagna di  giochi ai piedi del video.





Hypericum
Hypericum, duo emergente di artisti freschi freschi dall'Accademia, ma con le idee già chiare, hanno proposto una versione contemporanea del mito di Icaro, nata dall'esigenza di metter in scena la fragilità umana attraverso la fragilità del corpo, scegliendo di rappresentare una sorta di disfacimento in tre atti. Le tre teste di cera, stese su un letto di sale calpestabile, sono i resti di un pericoloso azzardo dal sapore di sconfitta misto a coraggio.



A stupirci piacevomente soprattutto Punta_Spillo, coppia di giovani artiste appena nate, italianissime ma conosciutesi durante un Erasmus  in Inghilterra. 
Noli me tangere/in cattività è una video installazione da guardare ma soprattutto da raccontare, fitta di suggestioni, ossessioni e contrasti, pensata in forte relazione con l'edificio che la ospita, come una delle artiste ci spiega:  
Punta_Spillo
"L'opera in realtà è stata concepita proprio per questo spazio. Abbiamo chiesto la genealogia degli abitanti di quest'antico palazzo del '600 ed abbiamo scoperto una discendenza patrilineare: prelati, medici, veterinari. Questa cosa ci ha interessate come suggestione iniziale...".

Suggestione che ha dato il LA per una trama imbastita intelligentemente, mai a caso e sempre con cognizione di causa: dalla figura della donna immersa nella conquista della sua emancipazione, alla bestialità insita in ognuno di noi e sempre repressa, sino al concetto di tempo nella gabbia, luogo per antonomasia in cui il tempo nell'attesa
 "si annulla, si dilata, diventa struggente, diventa aspettativa, pesante, diventa morte quotidiana." 

Altro artista da indagare è sicuramente Stefano Boffi con la sua opera a metà tra performance, installazione e video, in cui una sorta di rito concorre ad un unico obiettivo: un invito a godere della percezione privata dai lacci che spesso le vietano di esprimersi liberamente, come lui stesso precisa:
"Lavoro esclusivamente sulla percezione e penso ci siano tantissimi elementi che fanno parte della cultura che non le permettono di evolversi, uno tra tutti il simbolo che è una sorta di verità a cui noi spesso diamo un significato che può rivelarsi anche solo un'illusione... Superare il concetto di simbolo può aiutarci a spingerci verso una verità nostra e personale".
Stefano Boffi
In tal senso, in Upanishad, l'artista  si serve del pane come simbolo ed invita il fruitore dell'opera a calpestarlo per approdare al senso dell'opera, alla verità, simbolicamente rappresentata da un testo esplicativo.


Oltre agli artisti già citati hanno preso parte alla manifestazione anche Davide Calvaresi, Cloro Cloro Cloro, Rosaria Farina, Mirko Aretini, il tutto con le performance di compositori di musica elettronica come Orgon, Fabio Perletta, dj Kurtz, Mc Geyser, Aliquid e Sunjata. 


Festival ricco di spunti e linguaggi artistici eterogenei, nato da soli due anni, a cui auguriamo una fortuna maggiore per le prossime edizioni. 
Noi intanto vi mostriamo pillole di questa edizione speciale, per rendere un po' più visibile "In visibile"...



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mercoledì 5 ottobre 2011

di Unknown

Videopost | Per una rappresentazione dell'alienazione umana

Chiara Mazzocchi è una giovane visual artist, performer e fotografa.
Vive e lavora a Berlino.
Vi propongo questo suo video in cui mette in scena le costrizioni della donna intrappolata nella cosiddetta "società dello spettacolo", come fosse una sorta di burattino dai lacci legati ben stretti. Simbolo di tale costrizione il collant che ossessivamente "indossa" in ogni azione quotidiana.
Per questo video la Mazzocchi ha ottenuto anche la Menzione Speciale della Giuria nell'ambito di Flux, Concorso Internazionale Videoarte Lodi 2011, perchè
"La complessità di rappresentazione dell'alienazione umana oppressa dal quotidiano, anche se nell'artista ne connota la condizione femminile contemporanea, è mostrata contraddittoriamente senza finzione ma con artifici teatrali (gli indumenti femminili calati sul volto rendono l'anonimato) e l'uso dell'immagine in autoscatto sembra ridurre il gesto ancor più a straniante ripetizione"
Eccovi "Selfportrait":

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domenica 22 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | la donna secondo Tayeba Begum Lipi

Nella ricerca artistica di Tayeba Begum Lipi, artista bengalese che vedremo nell'imminente 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (Padiglione Bangladesh), il doppio è un motivo che ritorna spesso per indagare l'animo e l'io femminile, per richiamare, simbolicamente, l'emancipazione della donna, per spiegarne le contraddizioni culturali e psicologiche.
Lipi utilizza l'immagine femminile come punto di riferimento anche nella pittura, incisione, performance ed installazione.

Ecco per voi  "I wed myself" del 2010, in cui l'artista si sdoppia per farsi vestire a festa sia da uomo che da donna, tutto per poi riunire in matrimonio i due sposi.


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sabato 21 maggio 2011

di Unknown

I 9 artisti italiani selezionati da Bice Curriger


Sono 9 gli italiani che esporranno al Padiglione centrale della Biennale di Venezia dal titolo "ILLUMInazioni / ILLUMInations", selezionati da Bice Curriger. 5 donne e 4 uomini. Alcuni straconosciuti, sia al pubblico più informato sia a quello meno vicino all'arte contemporanea; altri un po' meno.
Abbiamo sbirciato per voi nei curricula di questi artisti nostrani e per ognuno abbiamo selezionato almeno un buon motivo per cui vale la pena andarli a vedere a Venezia. Cominciamo!

Giorgio Andreotta Calò. Nato a Venezia, classe 1979, vive e lavora ad Amsterdam.

E' stato allievo di Ilia Kabakov (già questo è un buon motivo) ma soprattutto, vale la pena vederlo, perché i suoi lavori balzano sempre oltre i limiti, situandosi ad una distanza minima, ma invalicabile, dalla realtà.



Elisabetta Benassi. Nata a Roma, classe 1966, vive e lavora a Roma.

Perché ogni suo video è una ministoria intrisa di forza simbolica, in cui attualità e memoria, tecnologia e fantasia si combinano grazie all'intensità del ritmo narrativo.


Meris Angioletti. Nata a Bergamo, classe 1977, vive e lavora a Parigi.

Perché quest'artista non si arrende mai all'idea di Arte come puro gene impazzito e di volta in volta imposta la sua vivace ricerca artistica affiancando all'arte la scienza, la filosofia, la letteratura. 


Monica Bonvicini. Nata a Venezia, classe 1965, vive e lavora a Berlino.

Perché quest'artista approccia alla scultura in maniera davvero singolare. Tra installazione e performance, la sua arte è stata spesso definita "aggressiva" ma anche "liberatoria".


Gianni Colombo. Nato a Milano, classe 1937. Deceduto a Melzo nel 1993.

Per la sua forza innovatrice, sempre impegnato in un gioco continuo, in cui il visitatore è continuamente messo in crisi dalle suggestioni virtuali e da manipolazioni spaziali.


Luca Francesconi. Nato a Mantova, classe 1979, vive e lavora tra Milano e Parigi.

Perché è una sorta di archeologo del contemporaneo, sia nel reperimento dei materiali e oggetti che utilizza, sia nell'analisi e lettura a cui l'opera invita.


Luigi Ghirri. Nato a Scandiano, classe 1943. Deceduto a Reggio Emilia nel 1992.

Perché è stato uno dei più influenti fotografi europei e nei suoi paesaggi sospesi, in bilico tra realtà e visione metafisica, l'uomo si perde e nel contempo si trova accolto come in un grembo materno. 


Giulia Piscitelli. Nata a Napoli, classe 1965. Vive e lavora a Napoli.

Perché è un'artista che attraverso il disegno, la pittura, la performance e il video indaga nel quotidiano attraverso resti e azioni sempre apparentemente innocue ma in realtà di forte impatto emotivo, mettendo in luce la contraddittorietà moderna e amara dell'uomo.


Marinella Senatore. Nata a Cava dei Tirreni, classe 1977, vive e lavora tra Madrid e New York.

Perché nei suoi lavori, dalle fotografie ai video, dal cinema alle installazioni, pone maniacale attenzione alla luce, trasformando luoghi, spazi e figure in vere e proprie epifanie, il tutto intriso di accenti autobiografici.
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martedì 17 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | FestArte approda a Milano

Il FestArte VideoArt Festival  ha trovato asilo, durante lo scorso weekend, presso la Triennale di Milano.
Dall’11 al 15 maggio la mostra itinerante dei video finalisti del III Concorso Internazionale, prodotto da Federculture e organizzato dall’Associazione Culturale FestArte, è stata infatti ospitata nella prestigiosissima location del museo milanese.
Una tappa importante che si è aggiunta alle altre occasioni espositive che hanno finora toccato Roma, Ravello e Ancona.

Ventidue le opere in esposizione, divise nelle categorie – In Concorso; Fuori Concorso e Menzioni Speciali.
Il direttore artistico Lorena Benatti ha invitato artisti provenienti da 60 paesi del mondo per confrontarsi sul  tema della violenza invisibile, in tre diverse accezioni: privata, pubblica e sociale.


Eccovi una video intervista (a cura di Dillinger.it) alla Benatti che vi illustra i perché di Festarte.




Per maggiori informazioni sull'evento: http://www.festarte.it/.
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venerdì 13 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | MIA Milan Image Art Fair: anche la fotografia e la video arte vanno in fiera.


A Milano, da oggi e fino al 15 maggio è in corso MIA Milan Image Art Fair, la prima fiera dedicata al mondo creativo della fotografia e della videoarte. 

Stand che vai, fotografo che trovi. 


Qualche numero: 230 espositori, 194 artisti provenienti da 20 Paesi diversi. Sono inoltre previste tavole rotonde, lectio magistralis e incontri al padiglione 5.


Eccovi il video con la presentazione dell'evento di Fabio Castelli, Direttore artistico.


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mercoledì 4 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | Bill Viola: videoarte sacra in luogo sacro

Si avvicina la nuova Biennale di Venezia e alla curiosità per le opere che saranno presentate si sovrappone il ricordo delle opere delle passate edizioni.

Una per tutte è "Ocean without a Shore" di Bill Viola, presentata nell'ambito della Biennale del 2007.
Forse torna alla mente per la sua collocazione insolita. Non un padiglione qualsiasi ma la Chiesa di San Gallo, vicino San Marco.
Il risultato fu strabiliante, il misticismo che pervade da sempre le opere dell'artista si rispecchiava nelle volte dello spazio sacro.
Daltronde qualche tempo fa girava la voce che proprio a lui fosse stata commissionata una video pala d'altare da installarsi, non in maniera temporanea ma definitiva, presso St. Paul a Londra. A che punto si trovi la committenza londinese ancora non si sa.

Nel frattempo godetevi queste immagini, ripescate su You Tube, relative all'installazione del 2007.




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giovedì 28 aprile 2011

di Unknown

VideoPost | Misticismo contemporaneo tra fili di perle

Opera: Cattedrale, 2002, videoinstallazione, (proiezioni su uno schermo di perle di vetro montate su fili; per un totale di 750.000 perle e 650 fili; audio). 

In questi mesi il video di Alessandra Tesi, artista bolognese di ultima generazione, torna come già nel 2002, negli spazi del MACRO a Roma.
Ambientato nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi, presenta aspetti della liturgia cattolica con officianti e corali con paramenti blu e verdi che si ordinano in una processione ripetitiva. L’occhio della camera non inquadra mai le figure intere ma si sofferma sui giochi geometrici del pavimento per creare una sorta di straniamento e incanto.


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giovedì 31 marzo 2011

di Unknown

Nam June Paik "Il Rembrandt del video"


 Il 13 marzo hanno chiuso i battenti sia la grande retrospettiva della Tate di Liverpool, sia la concomitante piccola mostra a cura di Achille Bonito Oliva, IV appuntamento espositivo della Fluxus Biennial presso gli spazi dell'Auditorium Arte di Roma. 
Entrambe le mostre hanno reso conto dell’attività di Nam June Paik.
I fortunati visitatori della mostra britannica hanno avuto l'opportunità di ammirare circa 90 opere appartenenti a tutte le fasi della carriera artistica di Paik, molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta nel Regno Unito, accanto ad una ricca selezione di materiale documentario relativo ad alcune sue performance.
All'Auditorium romano, nonostante il numero esiguo delle opere presentate, lo spirito eccentrico e poliedrico dell'artista è stato comunque messo in risalto.
La prima installazione è “Cage in Cage” del 1989, una gabbia per uccelli in cui l’artista ha inserito un piccolo schermo che trasmette una performance di Cage in una strada di New York nei primi anni ’70 con l’aggiunta del sonoro di uno spot pubblicitario nord coreano. Il risultato è un mix di media differenti che riconduce ad un mix culturale.

N. J. Paik, Homage to Pitagoras
“Homage to Pitagoras” gioca anch’esso su effetti visivo sonori imbastiti tramite schermi montati e assemblati  che alludono esplicitamente all’antico teorema.

N. J. Paik, Candle TV- Buddha

Come contraltare alla Babele di video e suoni delle due installazioni precedenti, la silenziosa “Candle TV- Buddha” del 1990, in cui del caos mediatico e culturale sopravvive solo l’involucro superficiale di una televisione, contenente una candela accesa e la statua di un Buddha in meditazione. A completare la mostra anche una serie di fotografie in bianco e nero su alcune performance dell’artista.
Ma chi è Nam June Paik?
Nato a Seoul nel 1932 e morto a Miami nel 2006, artista ma anche musicista, si laurea a Stockhausen e si specializza in Germania studiando con Arnold Schonberg.
Profondamente coinvolto dal mezzo tecnologico della tv,  è considerato il padre della video arte, data la sua pionieristica capacità di trasformare il linguaggio tecnologico in espressione artistica, tant’è che è stato definito dalla critica "Il Rembrandt del video".
Il suo primo intervento consiste nell’avvicinare una calamita al tubo catodico modificando il circuito orizzontale e verticale di modulazione, determinando una serie di distorsioni dell’immagine, forme, colori e suoni, movimento e tempo fino a risolverle in una decostruzione totale tendente all’astratto. Testimonianza emblematica di tale procedimento rimane “Magnet TV” del 1965.
Paik è stato anche il primo ad usare nel 1965 la telecamera portatile per la registrazione dal vivo, la portapack Sony Av 3400, appena apparsa in commercio, con cui realizza “Cafè Gogò” e “Bleecker Street”: videotape che registra non un evento artistico ma un evento banale collaterale e in secondo piano rispetto ad un evento storico (il traffico della Fifth Avenue a New York il giorno della visita di Paolo VI), riproposto la sera stessa in un ritrovo artistico. Un evento qualunque, modificato e reso artistico dal luogo in cui è presentato. Medesimo excursus del ready-made alla Duchamp!
Paik tramite la manipolazione ossessiva del segnale elettronico delle trasmissioni e delle registrazioni, creando videosculture e videoinstallazioni, dà vita ad una nuova era dell'arte, d'altronde lui stesso affermava:

Come la tecnica del collage ha rimpiazzato la pittura a olio, allo stesso modo il tubo a raggi catodici rimpiazzerà la tela. Un giorno gli artisti lavoreranno con i condensatori, le resistenze, i semiconduttori come oggi lavorano con i pennelli, i violini e materiali vari


Le notizie relative alla biografia e tecniche dell’artista sono tratte da S. Bordini (a cura di), Arte contemporanea e tecniche, materiali procedimenti, sperimentazioni, Carocci editore, Roma 2007.
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