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sabato 5 aprile 2014

di Roberta Perego

Andrea Mastrovito alla GAMeC: il disegno che lega terra e cielo



Salendo le scale della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) si apre luminosissima SpazioZero, sala concepita per accogliere in mostra progetti temporanei site-specific. Sembra una rivelazione improvvisa.

domenica 30 marzo 2014

di Unknown

Diretta da Milano per MiART 2014, Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Oggi la nostra collaboratrice Roberta è approdata in quel di Milano per MIART,  nella giornata conclusiva della fiera in cui moderno e contemporaneo dialogano nel susseguirsi di stand e incontri.

Ci muoviamo alla scoperta delle meraviglie che il panorama artistico offre a collezionisti, amatori e operatori del settore. Se anche voi rientrate in una delle tre categorie o siete semplicemente degli outsider curiosi, per portarvi con noi, comodamente dalla poltrona di casa, vi suggeriamo di seguirci nella nostra speciale photo diretta sul nostro canale Twitter.

Da non perdere!

mercoledì 5 marzo 2014

di Unknown

VideoPost | Getulio Alviani e Anna Franceschini, doppia personale da Vistamare



Nelle sale che si rincorrono al secondo piano del palazzo in Largo dei Frentani a Pescara, la Galleria Vistamare di Benedetta Spalletti accoglie una doppia mostra dedicata all'opera di Getulio Alviani e Anna Franceschini.
Un sapiente e misurato faccia a faccia tra uno degli esponenti più incisivi dell'arte programmata e ghestaltica e una giovane videoartista.

giovedì 20 febbraio 2014

di Lucia Zapparoli

Parigi | Mathieu Pernot, l'enfant terrible della fotografia contemporanea francese

M. Pernot, Caravane, serie Le Feu, 2013
© Mathieu Pernot

Ha inaugurato qualche giorno fa la mostra dedicata all’enfant terrible della fotografia contemporanea francese, Mathieu Pernot

La galleria Jeu de Paume di Parigi gli dedica infatti un’ampia retrospettiva fino al 18 maggio, presentando un’accurata selezione dei suoi lavori dagli anni ’90 ad oggi. 
Rara cosa quella di presentare al pubblico un giovane fotografo di nazionalità francese alla Jeu de Paume che di solito guarda più all’internazionale e ai grandi della fotografia attuale o relativamente passata. 

Mathieu Pernot non solo si distingue a testa alta ma espone i suoi lavori in contemporanea anche alla Maison Rouge, altro must del mondo espositivo parigino. 

Che dire Mathieu… félicitations! 

venerdì 24 gennaio 2014

di Unknown

Week end a Bologna: Arte Fiera 2014 e Art City vi aspettano

Questo week end va trascorso tutto all'ombra delle due Torri: Garisenda e degli Asinelli.
E' partita la tre giorni di Arte Fiera Bologna. Da oggi fino al 27 Gennaio 2014 la città si veste d'arte e lo fa full time. 
La Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea si presenta agli addetti e non addetti completamente rinnovata. 172 gallerie allestite negli storici padiglioni n° 25 e 26 ma secondo un progetto curatoriale che le ha suddivise tematicamente. Da quelle dedicate all'arte moderna e contemporanea alle gallerie dedicate all'arte dell'800. Ma la vera sorpresa, ed è il caso di dire meglio tardi che mai, sono le 20 gallerie specializzate in fotografia d'autore con artisti italiani e internazionali. E poi 10 gallerie che collezionano arte dei paesi dell'Europa dell'Est e 15 gallerie che puntano tutto su un unico nome, con esposizioni rigorosamente monografiche. Infine 7 gallerie giocano d'azzardo e decidono di lanciare artisti emergenti.

Se deciderete di partecipare a tasche vuote, non perdetevi Conversations, i 10 incontri e le tavole rotonde con tutti gli esperti del settore coinvolti, che affronteranno i dibattiti sulle tematiche dell’ Arte Fiera 2014.

A fiera chiusa non rintanatevi in casa o in albergo, la città vi aspetta per continuare ad ammaliarvi e sorprendervi con l'arte. Da oggi Bologna mette in atto il suo piano: ArtCityBologna 2014, il programma istituzionale nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere, per affiancare con mostre, eventi e iniziative culturali in città, la trentottesima edizione di Arte Fiera.


Domani 25 gennaio Art City si trasforma in Art City White Night. 160 gli eventi che animeranno la “notte bianca” a Bologna, ma anche fuori città. Saranno coinvolti musei, palazzi storici, ben 14 gallerie d’arte, la Pinacoteca, l’Accademia di Belle Arti, e poi laboratori, ateliers, hotel, caffè e osterie, piazze e punti del centro città e fuori porta in una maratona notturna per le vie cittadine, subito dopo la chiusura dei cancelli della fiera.

Per conoscere l'itinerario dell'ART CITY Bus e scaricare la mappa clicca qui

Per consultare il programma completo di ART CITY Bologna 2014 visita i siti


www.comune.bologna.it/cultura/
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giovedì 23 gennaio 2014

di Anna Ricciardi

Napoli contemporanea – Henrik Olai Kaarstein alla T293



C’è tempo fino al 31 gennaio per visitare la personale Mothers di Henrik Olai Kaarstein, alla galleria T293 di Napoli.
In questo spazio espositivo, che si trova nel cuore del centro storico della città, sull’antico decumano maggiore – in via Tribunali 293, per l’esattezza –, il giovanissimo artista norvegese presenta due serie di opere, che si distinguono principalmente dalla scelta del supporto: coprimaterassi e asciugamani. 

lunedì 21 ottobre 2013

di Unknown

Ossa, Partenze e Vergini, una mostra in tre atti di Francesco Bancheri

F. Bancheri, MC, (dalla serie "Vergini")
collage su tela in plexibox

Presso la Galleria Fondaco di Roma, nel cuore del quartiere Monti, è in corso un'interessante mostra che prevede tre allestimenti monotematici che si seguono a distanza di una settimana l'uno dall'altro e poi tutti e tre insieme per la quarta e ultima settimana. 
Le tre mostre, "Ossa", "Partenze" e "Vergini", a cura di Francesca Marino e Flora Ricordy,  presentano il lavoro di Francesco Bancheri che, tramite collage, dipinge su tela con carta. 

I suoi lavori sono un concentrato di materiali cartacei provenienti da quotidiani, ma combinati tra loro con fare sapiente: accostamenti di cromie differenti per ottenere armonie inaspettate.

sabato 4 maggio 2013

di Martina Cicogna

Ghitta Carell e il potere del ritratto



Ha inaugurato il 18 aprile presso il Pastificio Cerere "Ghitta Carell e il potere del ritratto", omaggio alla fotografa scomparsa nel 1972.
La mostra comprende un corpus di 150 fotografie dislocate in quattro differenti sedi dello storico ex Pastificio del quartiere romano San Lorenzo.

Ghitta Carell, nata a Budapest nel 1899 comincia a formare la sua identità viaggiando in Europa fino ad approdare in Italia agli inizi degli anni '20. Una fotografa dall'eccezionale occhio analitico che è riuscita ad immortalare nei suoi scatti la società del periodo; dai Papi alla nobiltà, dai sovrani ai letterati. Le sue foto sono riuscite sempre a cogliere "il bello" di ogni soggetto.




Antesignana del fotoritocco, è stata una donna precisa e meticolosa che nella sua continua ricerca della perfezione ha truccato e pettinato diverse nobildonne romane prima di ritrarle. Chi è stato fotografato da lei ricorda lunghe giornate di scatti in pose accuratamente scelte e determinate dal suo spirito deciso e diretto. 
Il suo carattere forte le permette di intrattenere rapporti con le personalità più in vista del periodo, il suo stile diventa immediatamente riconoscibile e col passare del tempo quasi ogni famiglia della medio borghesia romana si fa fotografare da lei, i suoi scatti cominciano per la società a rappresentare un’affermazione di benessere, quasi uno status symbol dell’alta società.




La curiosità, caratteristica fondamentale del suo operato, la conduce a numerose sperimentazioni sulle varie tecniche di modifica dei negativi e delle lastre fotografiche, si tratta di una delle prima fotografe infatti che lavora le foto in fase di stampa. Aggiunge particolari ai suoi scatti, un riflesso nei capelli, un bagliore nello sguardo, in alcuni casi modifica le ombre create dalla luce, per smussare tratti induriti dalla luce e conferire quindi una maggiore dolcezza. Operazioni che nell'era di photoshop fanno pensare a come la scrupolosità di questa donna si sia spinta così in là in un'epoca in cui tecniche d'avanguardia erano vera fantascienza.



La mostra comprende un insieme di 15 fotografie originali e una serie di immagini stampate per l'occasione, divise ed articolate in un percorso che si snoda fra gli ambienti dell'ex Pastificio: lo Studio d'Arte Contemporanea Pino Casagrande presenta una serie di scatti con protagonista il clero più una selezione di ritratti della nobiltà e della borghesia italiana, la Fondazione Pastificio Cerere espone riviste dell'epoca e una selezione di immagini correlate da un video riassuntivo, nello Spazio Cerere troviamo il corpus più consistente di scatti dell'artista e nel ristorante Pastificio San Lorenzo una serie di immagini dedicate al ritratto femminile.
Una mostra corposa e variegata che rende omaggio ad un'artista che è riuscita con la sua puntigliosità e maestria a cristallizzare un'epoca nelle sue nitide sfaccettature.

[per maggiori info]
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venerdì 15 marzo 2013

di Unknown

VideoPost | Intervista a Hugues Roussel


Hugues Russel è un fotografo francese, che oggi vive e lavora a Roma. Abbiamo partecipato al vernissage della sua ultima mostra presso l'Artothèque de RomeNon ci siamo fatti scappare l’opportunità di fargli qualche domanda sul suo lavoro e sui prossimi progetti. Ecco cosa Hugues ci ha raccontato e un video della mostra in corso, in cui una serie di scatti in bianco e nero ci raccontano il fascino dell'antico e selvaggio paesaggio di Gozo, l'isola sorella di Malta.


H. Roussel, Gozo, #1, 2011
(courtesy of the artist)
Cominciamo dal tuo ultimo lavoro: Gozo. Rappresenta la terza tappa di un progetto più ampio intitolato Inverse Landscape. Com’è nato il progetto e in cosa consiste?
L'inizio è nato a Roma, durante la campagna elettorale che ha visto Alemanno vincere. Volevo raccontare questo periodo strano della mia città come non l'avevo ancora fatto. Poco dopo ho avuto l'opportunità di esporre a New York e ho deciso di proseguire con questo approccio, dando vita all'idea del progetto: fare dei ritratti di luoghi fotografando certi elementi che lo caratterizzano (architettura, gente, natura, dettagli urbanistici, materie, etc.) come se fossero un prisma per guardarli. L'uso del negativo è essenziale perché la sbarra che separa i fotogrammi entra a far parte dell'immagine, diventa un elemento della composizione e ci ricorda che siamo di fronte a una vera impronta luminosa.

Cos’è che ti spinge a fotografare un luogo piuttosto che un altro?
Prima di tutto c'è senza dubbio la curiosità e il piacere di scoprire dei luoghi nuovi. Poi ci sono anche gli elementi “tecnici” per riuscire a fare questo lavoro: la luce (ho bisogno di tanto sole) e la durata della permanenza (almeno due settimane sul posto).

Inverse Landscape ha visto protagoniste tre diverse dimensioni urbane: Roma, New York e Gozo. Cos'è rimasto in te di questi tre luoghi?
Tante cose: incontri con delle persone del posto, rumori, odori, e tante altre immagini non scattate, ma segnate come tali nella mia memoria.

Ci dici qualcosa di più riguardo la particolare tecnica di stampa che utilizzi?
Non è molto particolare nel senso che stampo i negativi che ho, tutto parte da lì. Uso la stampa analogica in quanto stampa tradizionale o “artigianale” perché mi piace produrre il lavoro con le mie mani. Stampando cosi, ogni fotografia è un po' diversa dall'altra, quindi unica...

H. Roussel, Gozo, #7, 2011
(courtesy of the artist)
Tutte le tue foto giocano con la sovrapposizione di strati su strati, ora evanescenti ora più marcati, che cercano di raccontarci un luogo, un tempo, una persona, un’azione. Ci sveli qualcosa riguardo questa poetica?
Unire sul negativo due scatti significa unire due soggetti diversi o due tematiche diverse. In più aggiungo la casualità (una costante nel mio lavoro) per ottenere da queste due realtà un’immagine che fa riflettere, evoca, suggerisce, che bussa alla porta dell'immaginario. In altri tempi il Surrealismo ci ha aperto questa porta e, oggi più che mai, abbiamo bisogno di portare uno sguardo poetico/critico sulla realtà, uno sguardo che ci riporta anche allo spazio dei sogni dove finisce l'impossibile e dove può cominciare l'utopia.

Ora andiamo un po’ più sul personale. Quand’è nata la passione per la fotografia e quando hai capito di non poterne più fare a meno?
Questa passione è nata nel ‘97 quando per sbaglio utilizzai due volte una pellicola. Prima avevo già fotografato dei viaggi, ma non ero ancora “appassionato”. Dal 97 fino al 2003 ho lavorato contemporaneamente alla pittura, fotografia, disegno, video... Nel 2003, dopo la nascita del mio secondo figlio, ho deciso di concentrarmi sulla fotografia. Da autodidatta avevo ancora tanto da scoprire... e la passione era diventata davvero grande...

Qual è la prima cosa che ti viene in mente che vorresti fotografare ma che per un motivo o per un altro ancora non sei riuscito a fotografare?
Non ce n'è solo una!!! Sono tante, quanto tutti i paesi del mondo, tutte le etnie, paesaggi, città e villaggi che esistono sulla Terra. Purtroppo mi mancano i soldi e forse qualche vita in più per riuscirci.

Prossimi progetti fotografici e occasioni espositive?
I prossimi progetti sono legati a sperimenti che riprenderò presto in laboratorio: dopo sette anni senza, sto rimettendo su la mia camera oscura... La prossima mostra si farà a Roma, a giugno, alla Galleria Gallerati.



Per maggiori info sull'artista Hugues Roussel

Per maggiori info sulla mostra Artothèque
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mercoledì 13 febbraio 2013

di Unknown

Piante su piante, garden project di Michele Guido

Garden Project, la mostra in corso presso Z20 Galleria | Sara Zanin, comprende una serie di lavori site specific nati dalla ricerca di Michele Guido, artista da sempre interessato a svelare visivamente il rapporto tra natura e spazio architettonico. 

M. Guido, michele guido_02.02.13_garden project Installation view,
©Michele Guido courtesy z2o Galleria | Sara Zanin, Photo credits: Michele Guido

Una similitudine palesata in maniera geometrica, mediante proiezioni ortogonali e sovrapposizioni  di piante su  piante. Le prime botaniche, le seconde architettoniche. 

M.Guido, lotus garden project #03 2013, Installation view,
©Michele Guido courtesy z2o Galleria | Sara Zanin, Photo credits: Michele Guido

Lotus Garden project# 05_Raphael Urbinas 1504_2011 è un'opera recente che mette in relazione la nervatura di una foglia di loto con il tempio sullo sfondo de Lo sposalizio della Vergine di Raffello e quindi anche con il Tempietto di San Pietro in Montorio del Bramante.

M. Guido, Studio Lotus Garden Project #05_Raphael Urbinas 1504_2011, 
©Michele Guido courtesy z2o Galleria | Sara Zanin Photo credits: Michele Guido
L'intera galleria è poi trasformata in una sorta di giardino: le pareti e il soffitto della sala principale divengono supporto di macro fotografie di foglie di loto e dimora di piante della famiglia dell'euphorbia. Un esemplare dalle foglie strette e oblunghe spunta dall'alto con tutto il suo peso leggiadramente invadente.


M. Guido, michele guido_02.02.13_garden project, 2013 Installation view,
©Michele Guido courtesy z2o Galleria | Sara Zanin, Photo credits: Michele Guido
L'evocazione prospettica e analitica delle due forme prese in esame visivamente, si compone e scompone continuamente, si concretizza e nello stesso istante si fa evanescente. Il fruitore ottiene così la piena percezione di uno spazio organico e geometricamente perfetto, che rimane però irreale e impalpabile. 

La mostra sarà visitabile fino al 16 marzo.

Per maggiori info Z2O Galleria | Sara Zanin

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lunedì 28 gennaio 2013

di Unknown

VideoPost | L'arte surreale e grottesca di Nathaniel Mellors

Si è conclusa ieri la mostra dedicata al lavoro di Nathaniel Mellors presso la galleria Monitor di Roma. L'artista inglese nell'ultima Biennale di Venezia aveva catturato l'interesse del pubblico con il suo memorabile Hippy dialectics, una sorta di scultura animatronica a due teste. La ricordate? A noi era piaciuta moltissimo. 

N. Mellors, Hippy dialectics, 2010
(link foto)
La mostra Recent collaboration before THE SAPROPHAGE è la seconda personale dell'artista inglese nella galleria romana. Sviluppata in collaborazione con Gwendoline Christie e Chris Bloor, comprende un nuovo film, stampe digitali e dipinti.

Monitor
Monitor
L'intera mostra gira intorno al video The Soprophage in cui due personaggi, alquanto improbabili, dibattono su un'apocalisse culturale di cui sembrano essere entrambi superstiti. Il loro confronto verbale è bruscamente interrotto dall'arrivo inaspettato di un terzo personaggio, the Saprophage, un predicatore portatore di spiritualità negli Stati Uniti, chiaro omaggio dell'artista al mai realizzato San Paolo di Pier Paolo Pasolini.
A far da sfondo uno strano paesaggio, in verità tre diverse locations: Los Angeles, l'East London e la Grecia che, grazie al video, sembrano catapultare i tre personaggi in uno spazio unico ma temporalmente ibrido, in cui passato e futuro si annullano in un continuo presente.

Surreale e grottesco sono gli aspetti che tornano di nuovo nella ricerca artistica di Nathaniel Mellors. 

Per voi un video della mostra

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venerdì 18 gennaio 2013

di Unknown

Sguardi secondo l'obiettivo di Valentina Larussa

Presso lo Studio d'arte Contemporanea Pino Casagrande ha inaugurato ieri la mostra con il ciclo di ultimi lavori di Valentina Larussa.
Your loving eyes, questo il titolo della mostra, presenta una carrellata di volti e sguardi tutti a loro modo profondi e complici amorevoli dell'obiettivo fotografico.
Come scritto nel comunicato stampa Valentina Larussa studia come cogliere in ogni volto, in particolar modo negli occhi, quello che si cela nel profondo di ogni persona. 

Il risultato è un gioco di sguardi che osservano mentre sono osservati a loro volta, che si rincorrono nello sguardo dello spettatore che infine si ritrova faccia a faccia con se stesso grazie a quattro piccoli specchi installati lungo il percorso espositivo.

Mostra da tenere sott'occhio!



Valentina Larussa "Your loving eyes",
fino al 31 gennaio 2013
Studio d'arte contemporanea  Pino Casagrande
Roma, via degli Ausoni 7A
www.pinocasagrande.com
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giovedì 6 settembre 2012

di Unknown

Galleria Gallerati: Land Market di Stefano Parrini




E' già tutta nel titolo della mostra la poetica di Stefano Parrini
La serie Land Market, presentata alla Galleria Gallerati dal 28 giugno al 5 settembre (in realtà ancora visitabile fino a lunedì prossimo), racchiude una visione della terra in cui l'uomo non è contemplato, o meglio un luogo in cui l'unica accoglienza possibile è rivestita, prima ambiguamente e poi più esplicitamente, da una minacciosa ambientazione che restituisce il conto in sospeso. 

E' una storia di violenza e potere che, tramite la messa in mostra dei danni, riscatta il silenzio passivo della natura sopraffatta dal progresso incurante.
Si parte con la visone di un carrello da supermarket vuoto, posizionato come punto di partenza di un'azione ripetitiva e quasi compulsiva, sempre usurpatrice della natura. 
Man mano che il carrello avanza nella composizione fotografica, dall'apparente serenità di un campo fiorito, due generose e placide mucche al pascolo ed innocue zolle di terra smosse si passa a cieli minacciosi, tronchi dal verticalismo esasperato, bottiglie di plastica e macchie di sangue su candidi manti nevosi. Nell'ultima immagine con i palloncini neri la denuncia si fa esplicita e ancora più urgente e inquietante.

Per saperne di più sull'artista vi rimando al suo sito. Per un'amara resa dei conti con la natura, velata però da sarcasmo ed ironia, tipici ingredienti dell'autore, non vi resta che fare un salto in via Apuania 55, a Roma.

Stefano Parrini, Land Market
(courtesy by Galleria Gallerati)

Stefano Parrini, Land Market
(courtesy by Galleria Gallerati)

Stefano Parrini, Land Market
(courtesy by Galleria Gallerati)

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