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mercoledì 5 marzo 2014

di Unknown

VideoPost | Getulio Alviani e Anna Franceschini, doppia personale da Vistamare



Nelle sale che si rincorrono al secondo piano del palazzo in Largo dei Frentani a Pescara, la Galleria Vistamare di Benedetta Spalletti accoglie una doppia mostra dedicata all'opera di Getulio Alviani e Anna Franceschini.
Un sapiente e misurato faccia a faccia tra uno degli esponenti più incisivi dell'arte programmata e ghestaltica e una giovane videoartista.

giovedì 7 novembre 2013

di Unknown

VideoPost | Rediscover, 8 giovani artisti alla scoperta degli anni '70 a Pescara


Alviani Art Space, dell'Aurum di Pescara, spazio di ricerca e sperimentazione sul contemporaneo, il 10 novembre apre i battenti, o sarebbe meglio dire illumina il suo tunnel, per la sua settima mostra intitolata Rediscover. Documenti degli anni '70 per la stagione in atto.

Una mostra imperdibile! 
Per convincervi ad andare siamo stati a sbirciare dietro le quinte, durante l'allestimento. Un grazie a Lucia Zappacosta, direttrice dell'Alviani, che ci ha accolto insieme alla sua schiera di 8 artisti under 30.
Iolanda Di Bonaventura, Antonio Di Biase, Simone Camerlengo, Caterina De Nicola, Lorenzo Kamerlengo, OLDRgR, Bruno Cerasi e Vice, emozionati ma sinceri, ci hanno raccontato in anteprima in che modo sono stati ispirati dagli artisti anni '70: dal citazionismo alla riflessione sul sé, dalla videoarte al collage,  dalle installazioni che coinvolgono il visitatore ai giochi concettuali di attese e visioni.
Per saperne di più sul progetto e sui lavori esposti eccovi il servizio video della nostra incursione all'Alviani Art Space.
Per maggiori info vi rimando al Comunicato Stampa.


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mercoledì 26 giugno 2013

di Unknown

Intervista | Oblivion, il pianeta della "dimenticanza"

Si è conclusa domenica scorsa la mostra Oblivion, presso l'Alviani ArtSpace, lo spazio espositivo nel cuore dell'AURUM di Pescara, accessibile solo e grazie ad un tunnel, opera site specific realizzata dal maestro dell'optical art Getulio Alviani. 
Ancora una volta, la scelta espositiva di Lucia Zappacosta, direttrice dello spazio,  ha regalato all'opera di Alviani una nuova identità. 



Ricordate l'ammirazione del Piccolo Principe quando approda sul pianeta del lampionaio che non fa altro che accendere e spegnere ogni minuto il suo lampione, nella solitudine dello spazio che lo accoglie? La stessa ammirazione e la stessa poesia l'ho provata viaggiando nel pianeta Oblivion: un'immersione totale in un piccolo ambiente fatto di buio denso e proiezioni luminose. Un pianeta abitato non da un unico lampionaio ma da un collettivo di tre artisti che accolgono i viaggiatori con le loro tre installazioni.

La mostra, a cura di Sibilla Panerai, ha ridisegnato completamente lo spazio dell'Alviani ArtSpace, immergendo il visitatore in una dimensione altra, in cui suono, luce e materia dialogano fra loro con fare poeticamente minimal. Il pianeta Oblivion ha coordinate totalmente nuove. 

Luce: intrappolata, evanescente, psichedelica, appare e scompare in un gioco continuo di verticali e orizzontali sospese a mezz'aria, proiezioni concentriche e perpendicolari.
Materia: quasi invisibile, è pelle che cattura i giochi di luce, è parete labirintica consumata dal tempo, un fossile in cui il buio si scompone per lasciar spazio a rose luminose.
Suono: un battibecco altalenante che narra la composizione e scomposizione di materia e luce, grazie alla bravura di un violinista classico ma non troppo (Luca D'Alberto) e un chitarrista dell'underground (Pierluigi Filipponi).




Per spiegarvi meglio il progetto abbiamo intervistato il collettivo formato da Giustino Di Gregorio, Manuela Cappucci e Claudio Pilotti,  i tre artisti che intrecciando i loro percorsi, le loro ricerche, sensazioni e emozioni ci guidano verso lo stato sperduto della "dimenticanza".

Giustino Di Gregorio, Manuela Cappucci, Claudio Pilotti
Eccovi l'intervista ai tre lampionai di Oblivion.


Servizio video a cura di blarco.com
Fotografie: Giustino Di Gregorio, Peter Ranalli
Per maggiori info vi rimando alla Pagina Facebook di Oblivion

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giovedì 4 aprile 2013

di Unknown

Se non pagate mi riprendo la scultura!

Il fattaccio ruota attorno ad una bella scultura  intitolata Nuovo ciclista, posizionata sul lungomare sud di Giulianova. Una scultura, una bici, realizzata dall'artista Gloria Sulli che nel 2009 partecipò al concorso dedicato a Venanzo Crocetti, organizzato in occasione del centenario del Futurismo. 


Il giorno dell'inaugurazione della scultura il sindaco dichiarò che l'opera consacrava la cultura ciclabile su cui l'Amministrazione stava puntando. Tutte parole al vento, considerando che, trascorsi da allora più di tre anni, la scultura risulta ancora non pagata; nonostante le sollecitazioni dell'associazione Piazza Dante al comune giuliese. 
E l'artista pescarese che fa? Puf... fa sparire nottetempo la scultura, caricandola su un furgoncino durante la pasquetta. A documentare il tutto la foto del piedistallo ormai vuoto.

link foto 
Anche se il gesto a nostro parere sarebbe stato più che giusto...trattasi solo di semplice pesce d'aprile: la foto è frutto di un fotomontaggio e poco dopo l'associazione svela che in realtà la scultura non è mai stata smossa dalla sua base.
Come dire: "Se non pagate mi riprendo la scultura!"

Ma possibile che sulla costa abruzzese le sculture non hanno mai vita facile? O, nonostante siano state fatte a regola d'arte, non vengono pagate (caso Gloria Sulli a Giulianova), o,  pur essendo state pagate cifre esorbitanti, all'improvviso e imprevedibilmente, vanno letteralmente in frantumi (caso calice di Toyo Ito in piazza Salotto a Pescara).

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martedì 19 febbraio 2013

di Unknown

Da Alviani Art Space la contemporaneità che viviamo e i mendicanti della nuova generazione

Da Alviani Art Space, lo spazio di ricerca e sperimentazione sul contemporaneo all'interno dell'Aurum di Pescara e a cura di Lucia Zappacosta, ha inaugurato sabato scorso la seconda mostra della stagione espositiva. 
La collettiva dal titolo (Con)temporary shop, ideas for sale, a cura di Stefano Verri e realizzata in collaborazione con Sponge Arte Contemporanea, vede la partecipazione di sei artisti che indagano la contemporaneità che viviamo. E' una mostra fatta di ossessioni e false credenze travestite da brand, fatta di dipendenze da tempi altrui a cui rispondono proposte di potenziali vie d'uscita.


La mostra è un concentrato di idee che se da un lato smascherano, dall'altro offrono ricette salva vita.
Smascherano le contraddizioni su cui impostiamo la nostra quotidianità, gli artisti Giovanni Presutti, Rita Soccio e Hisako Mori.

G. Presutti, Dependency #15,
fotografia digitale, Dibond, 2011
courtesy Collezione Tartaglione
Giovanni Presutti con la sua serie Dependency, restituisce l'immagine di un'umanità perennemente narcotizzata dalle proprie debolezze. Dell'intera serie in questa mostra troviamo la foto con i due anziani coniugi seduti di spalle in salotto, muniti di cuffie. L'impostazione simmetrica dell'immagine esalta la passività dei due anonimi personaggi, completamente e totalmente catturati dalla propria e personalissima televisione. 

R. Soccio, Costituzione,
stampa fotografica lampda su dibond, 2009
courtesy Galleria Marconi / Cupra Marittima
Rita Soccio presenta un'opera di qualche anno fa ma ancora molto attuale, considerando le recenti affermazioni politiche riguardo la Costituzione. L'artista, servendosi del marketing e dei suoi meccanismi accattivanti, ce ne offre un assaggio, riproponendoci articoli scritti a mo' di frasi smielate alla Federico Moccia (uno degli autori italiani scelti dalla nota casa dolciaria). Al fruitore dell'opera non resta che assaporare il lato contraddittorio e amaro del senso.

H. Mori, è la mia metà,
installazione, origami, 2012,
courtesy Quattrocentometriquadri gallery /Ancona
Al centro della galleria è sospesa la borsetta origami di Hisako Mori, che alla funzione solita dell'acquisto sostituisce un momento di auto-riflessione. Intima e personale tramite un fondo specchiante all'interno della borsetta; ironica e universale attraverso l'utilizzo di riviste (italiane per l'esterno, giapponesi per l'interno), simbolo di mancata integrazione culturale.

Rispondono con modelli di vita probabili le opere di Paolo Angelosanto e Giovanni Gaggia che con For love only for love e Ali squamose, opere d'arte ricamate, optano per una velocità più slow e quindi meditativa per il futuro. Angelosanto durante una performance ha ricamato un cuore su una camicia della linea di moda di John Malcovich e in mostra ne ritroviamo il prodotto: la camicia con il cuore, incorniciata come "una reliquia della contemporaneità". Gaggia invece utilizza la stessa tecnica e lo stesso soggetto su una tela di lino bianca ma all'azione del singolo sostituisce l'azione collettiva di un intero paesino abruzzese (Sant'Omero).

P. Angelosanto, For love only for love,
ricamo su camicia di John Malkovich,, 2012
courtesy Rossmut / Roma
G. Gaggia, Ali squamose,
 ricamo su lino, 2009,
Courtesy Factory-Art gallery / Berlino
L'escamotage risolutivo, per far fronte a tutte le paure concrete regalateci dalla società moderna (crisi, default, spread...), è dato però dall'opera di Jukuki. L'artista partendo dall'Hobo americano, il senzatetto per scelta che non disdegna lavori occasionali, ipotizza e realizza un kit di sopravvivenza fatto con stile, brandizzando di fatto crisi e povertà. L'artista propone una comoda postazione dove inginocchiarsi per elemosinare aiuto tramite una serie di cartelli prodotti su supporti rigidi, colorati, resistenti e leggeri, con un design innovativo ed originale. Il tutto accompagnato da frasi ad effetto scritte da utenti del web.  
Durante la serata inaugurale già in molti hanno provato l'ebbrezza realistica del mendicante contemporaneo, rendendo la postazione una vera e propria installazione - performance fruibile da tutti. D'altronde siamo o non siamo tutti sulla stessa barca? Poveri si, ma con stile...

Jukuki, Be Hobo / poveri con stile,
installazione, 2013
www.behobo.it

Mostra da non perdere! 
Per maggiori info Alviani Art Space.
Se anche tu vuoi essere un Hobo contemporaneo www.behobo.it
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lunedì 11 febbraio 2013

di Unknown

VideoPost | Dialogo a tre: Armin Linke, Kuehn Malvezzi, Carlo Mollino

Prorogata fino al 28 febbraio la mostra in corso presso Vistamare a Pescara. 
La mostra consiste in un percorso fotografico dovuto all'interesse di Armin Linke e Wilfried Kuehn nei confronti di tutta l'architettura di Carlo Mollino, architetto torinese con una speciale visione del Modernismo, visione "spregiudicata e visionaria".

A. Linke, Carlo Mollino,
 Furggen cableway, ghost station Cervinia (Aosta), Italy
(link photo)

Ne è nata una mostra, anzi due: la prima dal titolo Maniera Moderna, presso l'Haus der Kunst di Monaco, curata da Linke e Kuehn e realizzata con lo studio Kuehn Malvezzi. La seconda a Pescara presso la galleria Vistamare di Benedetta Spalletti. Le due mostre offrono sguardi diversi ma complementari. Se nella prima l'interesse verte tutto su una lettura della "modernità divagante" di Mollino, nella seconda il punto di vista si ribalta e il lavoro dell'architetto torinese diventa l'occasione per approfondire concetti e punti di vista di Linke e Kuehn Malvezzi. Architetture, interni, mobili, fotografie, spazi inventati e installazioni di Mollino fotografati da Linke e divenuti fonte d'ispirazione per Kuehn Malvezzi.

A. Linke, Carlo Mollino,
Casa sull'altopiano (Villa K2), Agra (Varese), Italy
Le affinità si svelano palesemente. Prima tra tutte l'idea di Mollino dell'architettura come display, come palcoscenico, un luogo in cui mettere in scena o provocare delle dinamiche. Stessa ricerca è portata avanti dallo studio berlinese di Johannes, Wilfried Kuehn e Simona Malvezzi, mosso sempre dalla volontà di creare prima che oggetti, relazioni.
Stesso concetto torna in Armin Linke, attraverso l'obiettivo fotografico.

Un discorso a tre colmo di affinità e risvolti ben analizzati dal testo critico di Cloe Piccoli che indaga alla perfezione anche l'altra idea condivisa dalle tre ricerche, ossia il montaggio, inteso con lo stesso carico concettuale di un ready made duchampiano: accostamenti e ri-significazioni di elementi che appartengono a contesti diversi.

La mostra diviene terreno fertile per momenti di riflessione sull'architettura ma anche sul ruolo della fotografia come strumento d'indagine.

Per saperne di più eccovi il link alla galleria e un video della mostra.

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sabato 5 gennaio 2013

di Unknown

Intervista | FuckShion System, Pep Marchegiani alla settimana della moda

Sbarca a Milano durante la settimana della moda il linguaggio audace e impertinente di Pep Marchegiani, con una personale d'arte rivolta al Sistema della Moda a cura di Alessio Sarra

FuckShion System, non è tutto oro ciò che luccica, è una mostra di mostri della moda, in essa le icone della perfezione, del lusso e della bellezza sono visti attraverso la lente di Pep. Una galleria di ritratti dei più grandi personaggi, dei loro tic, difetti e debolezze. Pep Marchegiani é considerato uno dei maggiori rappresentanti della Neo Pop Art internazionale

Gli abbiamo rivolto in anteprima qualche domanda in previsione dell’imminente mostra a Milano.


Com’è nato e in cosa consiste il progetto FuckShion System? 
Fuckshion System è una carrellata di opere ispirate dal patinato ed infarinato mondo della moda vanto dell'Ex Made in Italy.

Cosa accade al mondo della moda quando passa sotto la lente di Pep Marchegiani? 
Premetto che nasco e vivo nel Fashion e di conseguenza me ne sono fatto una certa idea. 
La mia lente osserva il dietro le quinte, l'esasperata e disperata ricerca della perfezione e l'ostinata voglia di scintillio e di vana gloria. 
Ma anche dello stress nell'apparire ad ogni costo “perfetto” e sempre sull'onda grazie a “ciprie” e plasticosità di ogni genere.

Che ci fa Valentino con una pistola, elemento che spesso compare nei tuoi lavori? 
La vera domanda sarebbe che ci fa ancora Valentino? Credo sia arrivata l'ora per alcuni “signori del fashion” di dare spazio ed opportunità a nuove e genuine leve. 
La pistola è il simbolo della coscienza critica del personaggio; come dire: contieniti nel definirti re del Made in Italy in quanto hai appena venduto ad una compagnia araba e vivi in Francia. 

Rispetto alla tua produzione precedente cosa troveremo di nuovo in questa inedita galleria di ritratti? 
Direi un'inedita galleria di ritratti.


C’è sempre un forte accento provocatorio e irriverente nei confronti dei personaggi rappresentati, per esaltarne la faccia negativa. Ma rappresenti in qualche modo anche la faccia positiva? 
Fukshion System non contiene solo opere “negativamente” critiche, direi piuttosto che sono contenuti critici a 360°. E' il personaggio stesso che lascia libera interpretazione allo spettatore. 
Certo è che il sistema moda ha dato tanto a tutti, ma a mio avviso da qualche anno ha smesso di produrre il bello abbandonando completamente la ricerca. Ha esclusivamente inquinato i mercati di brutte copie anzi di brutti capi.

La tua attività trova terreno fertile nel campo della moda, è lì che hai mosso i tuoi primi passi e vanti prestigiosissime collaborazioni con aziende internazionali. Come si fa a lavorare nella moda e allo stesso tempo criticarla? Il tuo è un fare in qualche modo contraddittorio o un punto di vista privilegiato? 
La critico perché la vivo.

Quale reazione ti aspetti dal mondo della moda per questa mostra che colpisce i suoi re e regine senza mezzi termini?
Almeno una reazione. I Re e le Regine dovrebbero tornare alla creatività piuttosto che nascondersi dietro un Brand.


INFO:

FuckShion System, non è tutto oro ciò che luccica

Vernissage 13 gennaio 2013 dalle ore 18.00 alle 21.30

in esposizione fino al 20 gennaio dal lunedi al venerdi

dalle 9.00 alle 19.00

Biblioteca della Moda, via alessandria 8 Milano

tel 0283311211

info@pepmarchegiani.it
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domenica 9 dicembre 2012

di Unknown

VideoPost | Alviani ArtSpace, dal tunnel alla videoarte croata

Ha inaugurato sabato 1 dicembre il nuovo spazio espositivo sito nel piano inferiore dell'Aurum, la fabbrica delle idee di PescaraAlviani ArtSpace è accessibile grazie al famoso tunnel, opera site specific realizzata per Fuori Uso dal maestro dell'optical art Getulio Alviani. Il tunnel rende la visita  una vera e propria esperienza multisensoriale.
Ad inaugurare il nuovo spazio Trans Adriatic, una mostra di videoarte in cui quattro artisti croati riflettono sull'idea del tempo e dello spazio.

Abbiamo chiesto al direttore artistico Lucia Zappacosta di spiegarci com'è nato il progetto e le linee guida della mostra d'apertura. 
Eccovi l'intervista:


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martedì 13 novembre 2012

di Unknown

VideoPost | Finissage letterario per StereotiPOP

Sabato sera siamo stati al Finissage della seconda edizione di StereotiPOP, una collettiva ospitata presso un nuovo spazio adibito all'arte in quel di Pescara
BR1 Cultural Space è una suggestiva palazzina settecentesca nel borgo di Montesilvano colle, ristrutturata ed adibita a galleria dall'imprenditore e mecenate Bruno Peca. Lo spazio è diretto dall'artista neo pop Pep Marchegiani coadiuvato dal curatore Alessio Sarra.

BR1 Cultural Space
StereotiPOP è la terza iniziativa dall’apertura del nuovo spazio a luglio, dopo la personale di Pep Marchegiani e la collettiva Inside Marilyn. 17 artisti provenienti da tutta Italia, dall'inconfondibile stile pop, hanno presentato una serie di lavori che indagano, denunciano e mettono alla berlina stereotipi, clichè, congetture e luoghi comuni.

Vania Elettra Tam, La nascita di Venere, olio su tela, 2008
Ritroviamo un sottile e amaro humor alla Desperate Housewives nelle opere di Vania Elettra Tam che cattura lo sguardo con la sua Venere, ahimè sostenuta non da una conchiglia ma da un bidet, nascente non dalla spuma del mare ma dalla schiuma depilatoria, sospinta dall'aria di un phon e non dal soffio fecondo di Zefiro. Casalinghe che cercano di fuggire dall'immagine di se stesse tramite versioni domestiche dei miti del cinema e dell'arte.
La quotidianità appare come un gioco in cui tutto è possibile e tutto può accadere, nell'ottica, dall'inconfondibile stile Lego, di Stefano Bolcato.
Naturalmente non potevano mancare le opere di Pep Marchegiani sempre irriverente quanto basta e produttore inesauribile di visioni alternative a quelle stabilite dal potere politico, economico e sociale. 

Maura Chiulli
La bella collettiva è stata salutata da un reading letterario che ha visto protagonista Maura Chiulli, la scrittrice pescarese autrice di Maledetti froci & maledette lesbiche e altri importanti testi in materia di omofobia (a breve tornerà nelle librerie con un nuovo romanzo).
Con la stessa irriverenza e intelligenza degli artisti presenti in mostra, Maura ha raccontato gli stereotipi che generano pregiudizi (mal)velati dall'ipocrisia.


Eccovi un video della serata, connubio perfetto tra Arte e Letteratura.






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giovedì 30 giugno 2011

di Unknown

Anche l’Abruzzo ha il suo Padiglione Italia

Sabato 25 giugno l’Abruzzo ha dato il via al suo Padiglione Italia. Poca la stampa che si è interessata all'evento, forse messo in ombra dai recenti vernissage del Padiglione Italia nel Lazio ed in Lombardia. 

Eppure l’Abruzzo ha presentato un progetto alquanto originale e ricco di eventi. 

Il Coordinatore regionale per il Padiglione Abruzzo, Umberto Palestini, ha spiegato che, essendo la logica del Padiglione Italia quella di diffondere la creatività delle varie regioni, la regione Abruzzo ha aderito con convinzione all’iniziativa, anche in virtù della particolare e unica configurazione logistica, voluta dal curatore Vittorio Sgarbi, quale omaggio ed attenzione ad una regione dolorosamente colpita dai recenti eventi sismici. 

In Abruzzo "Padiglione Italia", unico esempio nazionale, sarà dislocato in tre prestigiose sedi e avrà due significativi Eventi Speciali
Le sedi espositive sono l’Aurum di Pescara, lo splendido spazio recuperato presso il Museo di Santo Spirito di Lanciano e la Fortezza di Civitella del Tronto
I due Eventi Speciali si terranno a L’Aquila e Santo Stefano di Sessanio

Il primo evento vuol essere un segno per l’Aquila. Il 23 luglio sarà riaperto il Duomo cittadino con un’installazione, già vincitrice del Premio Terna, a cura di  Mauro Folci, Lea Contestabile e soprattutto Fausto Cheng.
A Santo Stefano di Sessanio invece sarà riportata l’opera filmica restaurata di Sandro Visca, Cuore rosso sul Gran Sasso, del 1975. 
Vittorio Sgarbi arriverà in Abruzzo il 24 luglio per far visita a tutte le sedi coinvolte nel progetto. 


Nel frattempo vi raccontiamo del vernissage all’Aurum di sabato scorso, primo frammento del Padiglione Italia/Abruzzo.


Dopo un breve black out iniziale, per la presentazione ufficiale del Padiglione sono intervenuti Chiavaroli, consigliere regionale, Giordano Bruno Guerri, Consulente d'immagine della città di Pescara, Umberto Palestini, Coordinatore della Biennale Abruzzo. 

Dei 40 artisti locali scelti, qui hanno esposto in 24. Ve ne nominiamo solo alcuni che ci hanno particolarmente colpito.

Franco Summa, Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo

Antonio Marchetti, Il Bel Paese, 2011

Angelo Colangelo, Apoxyomenos, 2008

Dalle scritte e dai colori dell’abito talare di Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo di Franco Summa, a Il bel paese di Antonio Marchetti con le sue miniature tridimensionali in cassetta, all'Apoxyomenos di Angelo Colangelo.

Lea Contestabile, 6 aprile 3:32, 2009

Valentina De' Mathà, Silenzio, 2011

Ester Grossi, 1915: terremoto nella Marsica, 2011


Lea Contestabile, con il suo muro di formelle bianche, e Valentina De’ Mathà, con le sue sculture in carta, presentano opere poeticamente commemorative del terremoto del 6 aprile 2009, mentre Ester Grossi nel suo intreccio colorato rimanda al terremoto del 1915 di Avezzano.


Antonella Cinelli, Uomo vs Uomo, 2009

Antonella Cinelli invece racconta lo scontro di due corpi con un fare pittorico tutto fotografico. Presente anche un'opera di Giuseppe Fiducia, artista da poco scomparso.

Giuseppe Fiducia, Doppie missive, 2003

Non tutti gli artisti presenti sono abruzzesi. Grazie al senso di ospitalità del padiglione, hanno esposto anche il collettivo veneziano Orch orsenigo_chemollo, segnalato da Italo Zannier per il suo contributo fotografico sul terremoto, e Nicola Maria Martino, artista che ha fatto dell’Abruzzo la sua terra d’approdo.

Orch orsenigo_chemollo, Fratelli d'Italia, 2008

L’attenzione durante il vernissage, come ogni Biennale che si rispetti, è stata catturata anche da alcuni personaggi che hanno un loro perché. Abbiamo avvistato ed anche intervistato il cliccatissimo “Uomo tecnologico” (se non lo conoscete provate a cercare su Google), che abbiamo scoperto essere anche lui abruzzese.

L'uomo tecnologico

A zonzo anche un uomo in incognito con tanto di bavaglio. Mistero presto svelato: trattasi di Rodolfo De Matteis, artista nato a L’Aquila che vive in Messico. 
Non sono passati inosservati anche i visitatori con tanto di t-shirt stampata. Sono i “50 amici” di Anna Secci, artista presente con un’opera aperta dal titolo l’arte è cosa (mia) nostra, un’opera in divenire che li coinvolgerà tutti, perché come lei stessa ha dichiarato ai nostri microfoni “La creatività è di tutti!”.

Anna Secci posa in una foto di gruppo con i suoi "50 amici"

La mostra presso l'Aurum ci ha piacevolmente colpiti, certamente non mancheremo ai successivi appuntamenti.


Di seguito trovate alcune altre opere esposte all'Aurum

Antonio Spinogatti, Senza titolo, 2007

Maria Antonietta Sulcanese, Cosmogonia, 2011

Arago Design, Birillume, 2009

Silvestro Cutuli, Materia / Antimateria, 2008

Massimo Campi, Paesaggio con predella, 2011

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domenica 26 giugno 2011

di Unknown

VideoPost | Il "Silenzio" loquace di Valentina De' Mathà al Padiglione Italia in Abruzzo

V. De' Mathà "Silenzio"

Valentina De' Mathà, classe 1981, nata ad Avezzano, vive e lavora in Svizzera.
L'abbiamo incontrata in occasione dell'apertura del Padiglione Italia - Regione Abruzzo presso l'Aurum di Pescara, dove espone un'installazione scultorea commemorativa delle 308 vittime del tragico terremoto che il 6 aprile 2009 ha devastato la città di L'Aquila.

V. De' Mathà "Silenzio"

"Silenzio", questo il titolo del suo lavoro, racconta la drammaticità della catastrofe attraverso sculture in carta: sono corpi disfatti girati verso il muro, generati tutti da un'unica matrice.

Di fronte a tale visione cadono i commenti, le parole restano in bilico tra l'ovvio e lo scontato, la paura si placa, l'amara consapevolezza dell'accaduto si fa avanti, mentre s'insinua la convinzione assurda del credere di non poter far nulla.

Ma la De' Mathà contraddice lo stato d'inerzia e la sbrigativa rassegnazione con un dono speciale.

Domani, 27 giugno, alle 15:30, l'artista regalerà una scultura dell’installazione in questione alla città di L’Aquila, durante una cerimonia che si terrà nel tratto di portici che collega Corso Vittorio Emanuele e Piazza Duomo. 
Verrà applicata una targa commemorativa e padrino d'eccezione dell'evento sarà Dario Pallotta, giocatore dell’Aquila Rugby, particolarmente distintosi nel salvataggio di alcune vittime rimaste sotto le macerie del terremoto.

La scultura verrà posta in uno spazio all’aperto fino al suo completo deterioramento.
Durante l’evento sarà presente l’Assessore alla Cultura Stefania Pezzopane.

Valentina stessa in questa video intervista ci spiega il perché del suo lavoro e le motivazioni che l'hanno spinta a prender parte alla Biennale di Venezia.



Infine un Link che è un consiglio. Si tratta del sito dell'artista in questione, dove vale la pena girare a zonzo e perdersi nelle foto e nei lavori, è un piacere sia per gli occhi che per la testa. (clicca qui)

Lo styling di Valentina De' Mathà durante l'inaugurazione è stato curato da Abbiglieria e Esther optical di Avezzano
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martedì 22 marzo 2011

di Unknown

Invasione di "pelago" in corso all'Aurum di Pescara

                                                                                                                                          
Partendo da semplici ed innocui segni di inchiostro nero, Donato di Zio crea un mondo metamorfico e totalizzante che dal grazioso servizio per il tè a quello per il caffè, si allarga e si staglia su fondi di piatti e si trasforma in intrecci per parure. 
Dal design intriso di antico artigianato, gli stessi grovigli ritmicamente e ossessivamente sono reiterati su tele, stampe, supporti in rame, in cui dal pelago in bianco e nero si passa a prove più articolate in cui agli ingredienti base si aggiungono applicazioni in foglia d'oro, monocromi blu, lingue di rosso fuoco e scie di cromie contrastanti.


Un semplice groviglio che nella reiterazione trova autonomia, si libera dal suo aspetto segnico ed invade ogni che. All'Aurum le opere di Di Zio sono legate l'una all'altra tramite omonimia grafico testuale che di volta in volta si rinnova. La sensazione che ne deriva è un germogliare organico che nasconde echi passati.  Lo stesso motivo che invade le porcellane e che ricorda gli intrecci  fitomorfi e astratti  tanto cari al Secessionismo, s'insinua tra le storie della Divina Commedia e dagli Inferi danteschi rimbalza e si espande sino al macrocosmo.





Il segno incontrollabile della mano certosina dell'artista approda e dilaga anche in foto di spazi urbani ben riconoscibili, come la Piramide di Pei a Parigi o Palazzo della Signoria a Firenze.



Ogni immagine, testo, scena o spazio contagiato dal pelago si apre quindi a letture multiple. Rita Levi Montalcini, nominata e ringraziata nel catalogo che correda la mostra a cura di Gillo Dorfles, ha scritto : " [...] indaga la vita in tutti i suoi molteplici e variegati aspetti, alcune opere possono ricordare dei microrganismi ingranditi al microscopio dove si ha la reale percezione della grandezza e della vitalità che regna nel cosmo: in questo trovo dell’assonanza con il mio operato, una ricerca costante che non avrà mai fine. [...] Trovo che la scienza, la cultura e l’arte siano campi d’indagine che portano chi se ne occupa in maniera attiva ad avere una visione sempre più ampia della vita [...]".
Interessanti anche una serie di pop ritratti in negativo/positivo e i bozzetti per i costumi di scena.



L'opera di Donato Di Zio, pittore, grafico, scenografo, costumista, invade letteralmente gli spazi candidi dell'Aurum di Pescara fino al 27 marzo. Affrettatevi!

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