lunedì 26 maggio 2014

di Unknown

Intervista | L’arte fin da piccoli con le proposte di Artebambini



A marzo, per la prima volta, ho deciso di fare un salto alla Bologna Children Book Fair per frugare tra stand pieni di libri, sfogliare pagine di albi illustrati e imbattermi qua e là in talk con illustratori ed autori. Indimenticabili i sorrisi e le rime del poeta e scrittore Bruno Tognolini che si aggirava tra i vari padiglioni. Ma alla Bologna Children Book Fair si va anche per avere l’opportunità di incontrare gli editori e scambiare con loro quattro chiacchiere. Tra tutti quelli incontrati, Paola Ciarcià e Mauro Speraggi hanno sicuramente meritato un posto d’onore nel mio porta biglietti da visita. La loro casa editrice Artebambini è un pozzo di idee, storie e progetti che si rivolgono ad adulti e bambini. Un occhio di riguardo, come dice il nome stesso, va all’arte e soprattutto a quella più recente. Blarco e la mia vita parallela da operatrice di didattica dell’arte non potevano farseli scappare. Eccovi l’intervista!

Com’è nato il vostro progetto editoriale?
Artebambini nasce dalla nostra esperienza trentennale nel settore della formazione e dell’educazione. L’esigenza era quella di documentare le nostre attività e comunicare la nostra metodologia educativa. È per questo che nel 2000 pubblichiamo il nostro primo prodotto editoriale nonché nostra carta d’identità: DADA, una rivista d’arte per bambini, che diventa pretesto per trattare qualsiasi tema o argomento del sapere in modo ludico, utilizzando un linguaggio semplice e confidenziale, dunque libero da qualunque forma di accademismo. Il nostro impegno editoriale si è poi spinto oltre con gli albi illustrati e i Quaderni per crescere, collana operativa, fino ad arrivare alla produzione che vedete oggi.

Quali sono le caratteristiche che non mancano mai in una vostra pubblicazione?
Una forte attenzione al progetto, affinché il libro non rimanga sullo scaffale, ma possa essere sfogliato e vissuto infinite volte.


Come si racconta l’arte ai bambini attraverso un libro? Quanto conta l’aspetto ludico?
Il grande vantaggio dell’arte è che comunica attraverso le immagini, che corrispondono esattamente al modo con cui un bambino legge il mondo. Le immagini sono grammatica visiva. Per questo un libro che voglia raccontare ai bambini un artista o un’opera deve essere particolarmente curato nella scelta delle illustrazioni e del testo, dev’essere capace di scatenare nuove curiosità, di esercitare la mente a un pensiero divergente e di consegnare al lettore l’ultima pagina per un nuovo inizio. 

Come scegliete i vostri autori ed illustratori?
Naturalmente il loro progetto deve essere in linea con la nostra mission, oltre che con la produzione editoriale. Al di là di questo, ogni collaborazione nasce da un fortunato incontro.

Dal 2000 la vostra casa editrice pubblica trimestralmente una rivista dedicata all’arte in modo teorico ma anche e soprattutto pratico. Com’è nata l’avventura “Dada”? Cosa possiamo trovare nei vai numeri?
La nostra avventura con DADA nasce dall’incontro coi fondatori della rivista, Eliane Bernard e Alexandre Faure, ex docenti universitari che iniziano l’avventura della rivista distaccandosi dalle rigidità del sistema accademico e costruendo un prodotto agile, di forte impatto visivo e dove l’arte divenisse passe-par-tout per trattare qualsiasi argomento dello scibile umano. Dal 2005 diventiamo RivistaDADA, con una redazione tutta italiana e con una veste grafica più dinamica e accattivante. Ogni numero può essere considerato una sorta di monografia ed è costituito da 52 pagine, che affrontano un tema sia da un punto di vista più teorico (con gli approfondimenti e l’abbecedario), sia narrativo (con una serie di racconti di autori italiani), sia pratico (con i laboratori che conduciamo nelle scuole da più di 30 anni).

Il fiore all’occhiello della vostra proposta editoriale è sicuramente il Kamishibai e le sue tavole. Ci spiegate di cosa si tratta e cosa aggiunge alla lettura di una storia?
Il Kamishibai è un teatro di origine giapponese; in Giappone i kamishibaia erano dei veri e propri cantastorie, pronti ad intrattenere i bambini con tavole illustrate da far scorrere in questo teatro, montato sulla loro bicicletta (avrai certamente visto la nostra a Bologna!). La parola significa “teatro di carta” e sottolinea il doppio binario lungo il quale scorre questo straordinario strumento: lo spettatore, infatti, vede solo le immagini che scorrono, mentre il narratore legge il testo sul retro delle tavole, facendole scorrere man mano che la storia prosegue. Le immagini, in questo modo, sono più grandi e apprezzabili da un numero maggiore di bambini; in aggiunta, lo strumento del teatro crea un’atmosfera diversa, favorisce la collettività e la condivisione di una storia, catalizza l’attenzione. E poi, il kamishibai è uno strumento a lungo termine: il formato delle tavole e del teatro, infatti, permette a chiunque di diventare protagonista e di creare le proprie storie.

La vostra casa editrice ha molto a cuore anche la formazione. A chi vi rivolgete? Qual è la vostra proposta in questo senso?
Artebambini è ente formativo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Realizziamo laboratori con bambini di ogni età, nelle scuole, nelle biblioteche e nei musei. Abbiamo poi anche moltissime proposte nella formazione per adulti: questo perché crediamo nella formazione continua. Non si finisce mai di imparare, c’è bisogno di un sapere che sia dinamico e mai annoiato. In genere i partecipanti ai nostri corsi sono genitori, educatori, operatori museali e, soprattutto, insegnanti. La nostra metodologia s’ispira ai principi della pedagogia attiva: anche agli adulti facciamo mettere le mani in pasta, attraverso attività pratiche di laboratorio, cercando di tirare fuori il lato ludico dell’apprendimento, spesso messo in un angolo.

Ci siamo conosciuti in occasione della Bologna Children Book Fair, durante la quale avete presentato al pubblico le vostre ultime novità editoriali. Le presentate anche ai nostri lettori?
Alla Fiera di Bologna abbiamo presentato tantissime novità, molte delle quali sono nate dalla collaborazione con enti culturali e/o educativi. Con il Multiplo di Cavriago (RE), ad esempio, abbiamo presentato “L’arte in prestito”, una sorta di guida esperienziale per realizzare nelle biblioteche un’Artoteca, ovvero un luogo in cui sia possibile prendere in prestito anche le opere d’arte e non solo i libri. 
Con il centro di Psicologia e Analisi Transazionale di Milano, invece, abbiamo realizzato “0-1 Tutto inizia”, un poetico viaggio attraverso le sensazioni che accompagnano l’attesa e la nascita di un bimbo, non solo dal punto di vista dei genitori ma anche da quello del bambino. Con la Cooperativa Contesto Infanzia abbiamo presentato il libro “Mirò e l’arte contemporanea con gli occhi dei bambini e delle bambine”, dedicato al Prof. Catarsi, una raccolta di esperienze raccolte durante le attività di avvicinamento all’arte contemporanea condotte all’interno di nidi e scuole dell’infanzia. 
Ci sono state, poi, alcune novità anche all’interno delle altre collane: per kamishibai abbiamo creato altre due storie, una legata a “La favola dei Caldomorbidi”, uno dei nostri punti di forza editoriali, e “Il mio colore” dell’artista Fuad Aziz, uscito anche in versione albo illustrato; nella collana “Gli artisti” abbiamo aggiunto un tassello con “io e Velàzquez”, giallo che ruota attorno al quadro più famoso dell’artista spagnolo.
Infine, abbiamo presentato una vera e propria collana nuova, “Il filo rosso”, in cui figurano già “Il gatto e la libellula” di Tsuneo Taniuchi e “La città” di Sara Garosi, una collana che ruota tutta attorno al filo rosso che attraversa fisicamente le pagine, collegando la storia e diventando, pagina dopo pagina, elemento grafico sempre diverso. Insomma, avete solo l’imbarazzo della scelta!

Per maggiori info e per approfondire la conoscenza di questa bellissima casa editrice vi consiglio di fare un giro sul loro sito EDIZIONI ARTEBAMBINI
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4 commenti:

Claudio Di Pilla ha detto...

Bellissima mostra finalmente a Milano. Eravamo presenti anche noi ! www.vanartshop.it

Claudio Di Pilla ha detto...

Una perla preziosa il Moma! Articolo molto interessante, pieno di sentimento. Mi permetto di celebrare una tendenza tutta italiana che avrà di sicuro molto successo a New York. La mostra dedicata al Futurismo - http://goo.gl/IAzQUX - è la dimostrazione tangibile di un made in Italy che sembra essere valutato più all'estero che qui da noi...

Claudio Di Pilla ha detto...

Che bella iniziativa, grazie per la condivisione!

Claudio Di Pilla ha detto...

Il Moma.....verissimo peccato che tra tanta bella arte troviamo mucche imbalsamate

http://www.italiartista.com/