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giovedì 26 dicembre 2013

di Anna Ricciardi

Bill Viola entra nelle collezioni degli Uffizi

B. Viola, Self Portarait, Submerged, 2013,
(foto Kira Perov)
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Firenze-Uffizi è stata l’ultima tappa di un percorso che ha visto il noto video artist americano confrontarsi con alcune tra le maggiori istituzioni museali del nostro paese. Dopo The Encounter e The Raft, opere rispettivamente esposte alla GAM di Torino e al Palazzo Te di Mantova, per la città toscana Bill Viola ha realizzato un autoritratto che entrerà a breve nella collezione del Corridoio Vasariano. Prima, però, il video Self Portrait – Submerged, è stato esposto nella suggestiva cornice dell’ex-abside di San Pier Scheraggio, fino al 22 dicembre.

Come suggerisce il titolo, l’artista si presenta completamente sommerso dall’acqua, disteso sul letto di ciottoli di un fiume. L’inquadratura è fissa, la figura appare immobile ed esanime, avvolta da una sensazione di sospensione e fissità. 

Inizialmente l’audio sembra essere completamente assente, solo a poco a poco si avverte un leggero sciabordio mentre gli arti iniziano a muoversi impercettibilmente e anche le guance e gli occhi cominciano a fluttuare sotto le increspature delle onde. Alla stasi iniziale subentra via via un intenso dinamismo e ogni cosa diventa improvvisamente vitale e mutevole. 

L’elemento simbolico dell’acqua, ricorrente nelle opere di Bill Viola, si ripresenta anche nel caso dell’autoritratto, che perde, in questo modo, ogni connotazione personale e biografica, per essere assurto a metafora della condizione esistenziale stessa, del suo scorrere e continuo divenire.
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lunedì 13 giugno 2011

di Unknown

L'arte contemporanea di nuovo in Vaticano

Sempre più fitti i rapporti che legano l'Arte Contemporanea alla Chiesa, legami non privi di titubanze e zone d'ombra. 
Una cosa è certa: ultimamente per il Vaticano ogni occasione è buona per rinsaldare l'antico colloquio con l'arte.

G. Ravasi
Così anche questa volta, per festeggiare il sessantesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Papa Benedetto XVI, Gianfranco Ravasi, insigne biblista e presidente del Pontificio consiglio della cultura e della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, ha pensato di convocare nuovamente una fitta schiera d'artisti contemporanei, chiedendo loro di confrontarsi sul tema scelto: «Splendore della vita e bellezza della carità»

L'inaugurazione della mostra è fissata per il 4 luglio a Roma, nell'atrio della Sala Paolo VI (Aula delle udienze).

Secondo un articolo su "Il Corriere della sera", il Monsignore avrebbe inviato una lettera a circa 60 artisti di tutto il mondo. La lista è lunga ed ancora incerta: andranno depennati i refusès convinti e quelli dell'ultimo minuto, poi inseriti i ripensamenti folgorati sulla via di Damasco. 
Situazioni simili vennero a crearsi per l'incontro del 21 novembre 2009, quando Ratzinger radunò gli artisti nella cornice della Cappella Sistina, a dieci anni dalla famosa "Lettera agli artisti" del suo predecessore Wojtyła e a quarantacinque dal primo incontro di Paolo VI con la "comunità creativa".

B. Viola
Paradigmatico e sconcertante fu il comportamento di Bill Viola, che prima disertò con tanto di diramazione di comunicato e poi cedette alle potenziali lusinghe del Vaticano, forse più economiche che di pensiero, prendendo parte all'incontro svoltosi all'ombra del michelangiolesco "Giudizio Universale".

Per ora i nomi sono solo potenziali, forse saranno riconvocati gli artisti già presenti nel 2009, come appunto Bill Viola, ma anche Mimmo Jodice, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti, Jannis Kounellis, Getulio Alviani, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Nicola De Maria, Giosetta Fioroni, Giuseppe Gallo, Giulio Paolini, Bob Wilson, Anish Kapoor, Carsten Nicolai e tanti altri ancora.

Speriamo che questa volta fili tutto liscio, che polemiche e teorie di credo non disturbino i programmi di Ravasi. Sicuramente ne riparleremo, anche perché la mostra preannuncia anche l’apertura del Padiglione della Città del Vaticano, previsto per la prossima Biennale di Venezia del 2013.
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mercoledì 4 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | Bill Viola: videoarte sacra in luogo sacro

Si avvicina la nuova Biennale di Venezia e alla curiosità per le opere che saranno presentate si sovrappone il ricordo delle opere delle passate edizioni.

Una per tutte è "Ocean without a Shore" di Bill Viola, presentata nell'ambito della Biennale del 2007.
Forse torna alla mente per la sua collocazione insolita. Non un padiglione qualsiasi ma la Chiesa di San Gallo, vicino San Marco.
Il risultato fu strabiliante, il misticismo che pervade da sempre le opere dell'artista si rispecchiava nelle volte dello spazio sacro.
Daltronde qualche tempo fa girava la voce che proprio a lui fosse stata commissionata una video pala d'altare da installarsi, non in maniera temporanea ma definitiva, presso St. Paul a Londra. A che punto si trovi la committenza londinese ancora non si sa.

Nel frattempo godetevi queste immagini, ripescate su You Tube, relative all'installazione del 2007.




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