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domenica 27 aprile 2014

di Anna Ricciardi

Le collezioni del MoMA, nell’epoca della riproduzione digitale


È sabato, mattinata inoltrata. Appena arrivata a New York City dopo un viaggio in autobus piuttosto lungo. Non ho molto tempo per visitare i musei, ma ho le idee chiare e subito mi dirigo verso la 53a strada per raggiungere il MoMA. Ho tre ore piene da dedicare alle collezioni e magari, se avanza del tempo, dare un’occhiata alle esposizioni temporanee.
Sono fortunata, non mi attende una fila troppo lunga alla biglietteria e posso in breve tempo avviarmi all’entrata. Non prendo l’ascensore, preferisco soffermarmi un attimo davanti all’enorme vetrata che apre sul giardino delle sculture per poi prendere le scale che mi offrono scorci e visuali della struttura del museo. Giusto uno sguardo, breve ma intenso, all’architettura in “stile internazionale” di quest’edificio inaugurato nel 1936, che pure meriterebbe attenzione pari a quella per le opere che contiene. 

sabato 31 agosto 2013

di Unknown

A Brooklyn arriva "Lei", una scultura da 6 tonnellate


Ona, installata presso il Barclays Center di Brooklyn
(Link foto, The New York Times)

L'arte a New York siamo abituati a vederla a Manhattan, ma qualcosa sta cambiando. 
Anche Brooklyn comincia a muovere i suoi primi passi e lo fa con le sculture en plein air, delle quali i cittadini sono visivamente costretti a fruire.
L'ultima è piombata come un meteorite improvviso dinanzi al Barclays Center, un palazzetto dello sport di New York in quel di Brooklyn.

Poco prima della mezzanotte del 29 agosto, un camion si è fermato di fronte al Barclays Centre con un unico collo da 6000 chili. Una scultura in bronzo dell'artista Ursula von Rydingsvard intitolata Ona, che significa "lei" in polacco.

giovedì 25 luglio 2013

di Giovanni Cascavilla

The art of the brick: Nathan Sawaya e il piacere di fare arte giocando

N. Sawaya, Face-mask
(Link foto)
Quando l'arte incontra i giocattoli si crea un rapporto spettacolare che attrae la curiosità di un pubblico vastissimo, specialmente i bambini e se il gioco in questione sono i divertentissimi e coloratissimi mattoncini della LEGO, allora il successo popolare è assicurato. Dal cuore della Grande Mela, più precisamente dalle sale del New York City Discovery Times Square, fino al 5 gennaio 2014 sarà esposta la mostra intitolata “The Art of the Brick”, dell'eccentrico artista americano Nathan Sawaya.

domenica 4 novembre 2012

di Unknown

Le gallerie di New York devastate dall'uragano Sandy


Gagosian Gallery  letteralmente inondata e una scultura di Henry Moore che vi galleggia, mentre alcune lastre di Carl Andre si asciugano sul marciapiede dinanzi alla Paula Cooper Gallery. 
Sembra un'installazione di strada ma non lo è affatto. 

Sandy ha inflitto un duro colpo anche sulle gallerie di New York che all'indomani dell'uragano si sono risvegliate al buio, con opere devastate dall'acqua e dal fango. Molte esposte sui marciapiedi in attesa di scrollarsi di dosso le tracce della tempesta. 

La notte del 29 ottobre scorso il fiume Hudson ha rotto gli argini e con una potenza inaudita ha invaso tutte le strade di Manhattan. Molte gallerie, malgrado le precauzioni, sono state duramente colpite. Per capire la portata del danno, basti pensare che nella zona di Chelsea, una delle più colpite, in dieci isolati si concentrano circa 300 gallerie.
Tra la 30ma e la 14ma strada, erano presenti alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale: David Zwirner, Leo Koenig, Zach Feuer, Gasser and Grunert, Nicole Klagsbrun, Tina Kim Gallery, Marc Jancou e molti altri.  
Oggi al Moma ci sarà un importante incontro per tutti i galleristi, per capire meglio come conservare le opere danneggiate dalla furia di Sandy.

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venerdì 12 ottobre 2012

di Unknown

I fotografi baravano anche prima di Photoshop

(photo's link)
Un dirigibile che con la punta del suo naso tocca la punta dell'Empire State Building, il corpo di una donna che funge da corpo di una lampada, una donna gatto, una parete occhio, un bagno di una fanciulla in una coppa da champagne...Sono solo alcune delle immagini frutto delle manipolazioni fotografiche prima dell'era di Photoshop, ora in mostra al Metropolitan Museum di NY in "Faking it manipulated photography before Photoshop".

Maurice Tabard, Room with eye, 1930
La mostra, organizzata da Mia Fineman, assistente curatrice del dipartimento di fotografia del museo, presenta più di 200 scatti manipolati. Le foto in mostra vanno dal 1846 al 1990. La truffa visiva a cui la curatrice si riferisce, non è quella che avviene nel momento dello scatto, creando situazioni non reali dinanzi agli obiettivi, ma  nelle modifiche apportate nelle camere buie. Ad esempio la mostra presenta stampe realizzate tramite l'opposizione di due negativi o colorate a mano.

Secondo la signora Finemann la storia della foto falsata è vecchia tanto quanto il media stesso. Soprattutto quando lo scatto è messo al servizio dell'arte, della stampa e della pubblicità. 

Per maggiori info eccovi il link
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lunedì 10 ottobre 2011

di Unknown

David Smith al Whitney Museum di New York con i suoi giganti d'acciaio

D. Smith Cubi XXI , 1964, installato presso il Whitney Museum
(http://www.artnet.com)
L'artista americano David Smith e la sua ricerca costante della forma geometrica attraverso sculture di piccole e monumentali dimensioni, sono al centro della mostra allestita presso il Whitney Museum of American Art.
"David Smith: cubes and anarchy", questo il titolo della mostra, riunisce circa 60 opere tra sculture, disegni, dipinti, fotografie e alcuni dei suoi taccuini mai esposti prima, per esplorare l'intero percorso dell'artista.

Il sottotitolo della mostra  rimanda al potere rivoluzionario delle forme geometriche già preannunciato dai costruttivisti russi. L'arte di Smith è stata suggestionata da grandi artisti del calibro di Mondrian, Kandinsky e Picasso.
Smith, partendo dalle loro intuizioni, si afferma quale poeta della scultura saldata, producendo una quantità eterogenea di lavori definibili per ossimori. 

D. Smith, Zig III, 1961
(http://www.whitney.org/Exhibitions/DavidSmith)
Le sue opere sono fusioni  di geometrie semplici e tecniche e materiali di fabbricazione industriale; sono felici connubi tra forme senza tempo, gesti assoluti e potenza e materia viva della vita moderna, vestita d'acciaio e d'alluminio. 
Formule precise che hanno reso Smith un felice funambolo dell'arte in bilico tra matematica, geometria e fantasia.
Nella creazione di questa sintesi, Smith ha ridefinito l'estetica e le ambizioni della scultura.

La mostra, al Whitney fino all'8 gennaio 2012, sarà riallestita presso il Wexner Center for the Arts, Columbus, nell'Ohio.
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