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giovedì 25 luglio 2013

di Giovanni Cascavilla

The art of the brick: Nathan Sawaya e il piacere di fare arte giocando

N. Sawaya, Face-mask
(Link foto)
Quando l'arte incontra i giocattoli si crea un rapporto spettacolare che attrae la curiosità di un pubblico vastissimo, specialmente i bambini e se il gioco in questione sono i divertentissimi e coloratissimi mattoncini della LEGO, allora il successo popolare è assicurato. Dal cuore della Grande Mela, più precisamente dalle sale del New York City Discovery Times Square, fino al 5 gennaio 2014 sarà esposta la mostra intitolata “The Art of the Brick”, dell'eccentrico artista americano Nathan Sawaya.

sabato 3 marzo 2012

di Unknown

L'arte terapia non sta alla schizofrenia come la schizofrenia sta all'arte

L'Art therapy, disciplina che comincia a prender piede dagli anni '50 in poi, sembra non funzionare nei pazienti malati di schizofrenia. 
A decretarne l'effetto nullo è uno studio pubblicato sulla versione on line del "British Medical Journal".

La terapia, come altre d'ausilio ai farmaci,era da tempo utilizzata nella cura dei pazienti, ma fino ad oggi nessuno studio serio ne aveva messo in luce i reali effetti. Lo ha fatto ora un team di ricercatori del Centre for Mental Health dell' Imperial College di Londra.

417 pazienti schizofrenici, con un età media di 18 anni, hanno partecipato alla ricerca. Sono stati suddivisi in tre gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto per 12 mesi a sedute settimanali di arte-terapia più cure standard; il secondo gruppo con la stessa cadenza è stato sottoposto ad altro tipo di terapia più il trattamento standard; il terzo gruppo è stato curato esclusivamente tramite trattamento standard. 
A fine cura, tra i tre gruppi, in quanto a risultati ottenuti, non è emersa alcuna differenza. 

E pensare che leggendo biografie di artisti, molto spesso la schizofrenia va a braccetto con la creatività più pura.

Pensate ad esempio ad Edvard Munch, molto probabilmente affetto da una sindrome schizoide. La lista sarebbe ancor lunga, soprattutto includendo nel discorso anche artisti che sfiorarono la pazzia vera e propria. Tormento, autodistruzione, depressione, ossessioni... occhi e cervelli malati e visionari tornano spesso nelle vite dei maggiori artisti, spesso come semi germogliati in atti di pura creatività.

Siamo sicuri che i 417 pazienti fossero affetti da schizofrenia? E se fosse semplice creatività che non vuol esser curata?



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