mercoledì 26 giugno 2013

di Unknown

Intervista | Oblivion, il pianeta della "dimenticanza"

Si è conclusa domenica scorsa la mostra Oblivion, presso l'Alviani ArtSpace, lo spazio espositivo nel cuore dell'AURUM di Pescara, accessibile solo e grazie ad un tunnel, opera site specific realizzata dal maestro dell'optical art Getulio Alviani. 
Ancora una volta, la scelta espositiva di Lucia Zappacosta, direttrice dello spazio,  ha regalato all'opera di Alviani una nuova identità. 



Ricordate l'ammirazione del Piccolo Principe quando approda sul pianeta del lampionaio che non fa altro che accendere e spegnere ogni minuto il suo lampione, nella solitudine dello spazio che lo accoglie? La stessa ammirazione e la stessa poesia l'ho provata viaggiando nel pianeta Oblivion: un'immersione totale in un piccolo ambiente fatto di buio denso e proiezioni luminose. Un pianeta abitato non da un unico lampionaio ma da un collettivo di tre artisti che accolgono i viaggiatori con le loro tre installazioni.

La mostra, a cura di Sibilla Panerai, ha ridisegnato completamente lo spazio dell'Alviani ArtSpace, immergendo il visitatore in una dimensione altra, in cui suono, luce e materia dialogano fra loro con fare poeticamente minimal. Il pianeta Oblivion ha coordinate totalmente nuove. 

Luce: intrappolata, evanescente, psichedelica, appare e scompare in un gioco continuo di verticali e orizzontali sospese a mezz'aria, proiezioni concentriche e perpendicolari.
Materia: quasi invisibile, è pelle che cattura i giochi di luce, è parete labirintica consumata dal tempo, un fossile in cui il buio si scompone per lasciar spazio a rose luminose.
Suono: un battibecco altalenante che narra la composizione e scomposizione di materia e luce, grazie alla bravura di un violinista classico ma non troppo (Luca D'Alberto) e un chitarrista dell'underground (Pierluigi Filipponi).




Per spiegarvi meglio il progetto abbiamo intervistato il collettivo formato da Giustino Di Gregorio, Manuela Cappucci e Claudio Pilotti,  i tre artisti che intrecciando i loro percorsi, le loro ricerche, sensazioni e emozioni ci guidano verso lo stato sperduto della "dimenticanza".

Giustino Di Gregorio, Manuela Cappucci, Claudio Pilotti
Eccovi l'intervista ai tre lampionai di Oblivion.


Servizio video a cura di blarco.com
Fotografie: Giustino Di Gregorio, Peter Ranalli
Per maggiori info vi rimando alla Pagina Facebook di Oblivion

Condividi questo post

giovedì 13 giugno 2013

di Unknown

Facebook e la foto censurata di Anastasia Chernyavsky

Anastasia Chernyavsky
Anastasia Chernyavsky è una fotografa freelance di origine russa, amante del bianco e nero e fortemente ispirata negli scatti dai suoi due figli.

In questi giorni spopola sul web una sua foto postata e poi censurata da Facebook. La foto in questione la vede campeggiare completamente nuda, sulla destra la sua primogenita, in braccio suo figlio, sul seno una goccia di latte e al centro dell'inquadratura la sua Rolleiflex. 

Un autoscatto che ha in qualche modo violato i diktat della casa di Cambridge e che parte degli utenti non ha digerito. Ma non serve un occhio esperto o una sensibilità spiccata per coglierne la dolcezza materna e naturale. Così  la foto, nonostante sia stata censurata, è stata ripescata da centinaia di siti ed è riapparsa nel web un po' ovunque. 

A voi la foto e la scelta di mettervi o dalla parte dei Facebook bacchettoni (che lasciano circolare tanta immondizia e si premurano di scartare immagini come questa) o dalla parte di chi legge nello scatto l'esibizionismo e furbizia sconveniente di una madre. O, e questa è l'opzione che vi consiglio di scegliere, potete restarvene in silenzio e non far altro che ammirare questa moderna madre: schietta e poetica, padrona assoluta della propria immagine, sicura e fiera del proprio ruolo di lavoratrice, madre e donna.
Condividi questo post

mercoledì 12 giugno 2013

di Unknown

Tutti di corsa alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo!

Ricordate il film del '64 Bande à part di Jean Luc Godard o il più recente The Dreamers di Bernardo Bertolucci? In entrambi i film i tre protagonisti si lanciavano in una corsa tra le sale del Louvre. 


Bande à part (1964)

The Dreamers, (2003)
Ora ad emulare la corsa ci pensa la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, centro per l'arte contemporanea di Torino. Con corsART, la fondazione invita i visitatori a correre liberamente dentro lo spazio espositivo e ad immortalare la loro corsa, per poi inviare gli scatti da condividere nella pagina Facebook della Fondazione. 
Un modo divertente di vivere il museo e combinare tra loro cinema, arte, sport, creatività e fotografia. E tra una corsa e l'altra non dimenticate le mostre in corso.

Care ragazze, non importa se non avete i vostri Garrel e Pitt di The Dreamers o Arthur e Franz di Bande à part, andate e inviate gli scatti a press@fsrr.org

Ecco le prime foto, in pole position non poteva che esserci Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidentessa della Fondazione.

corsART, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Condividi questo post
di Unknown

Cattelan di nuovo sulla scena con Kaputt

Maurizio Cattelan è tornato nuovamente e come sempre a far parlare gli addetti e non del mondo del contemporaneo. La sua opera dal titolo Kaputt, è stata esposta nei pressi di Basilea, proprio alla vigilia della fiera d'arte Art Basel, l'evento che da Venezia sposta l'epicentro dell'arte e del mercato in Svizzera.

In realtà si ha a che fare con una riproposizione, in versione diversa, della sua opera del 2007 Untitled. Cinque cavalli imbalsamati, letteralmente appesi e con le teste conficcate nel muro. L'opera rimarrà esposta alle porte di Basilea, nel museo di arte contemporanea, fino al 6 ottobre prossimo.

Per saperne di più sulla mostra
Fondazione Beyeler
http://www.fondationbeyeler.ch

link foto



Condividi questo post

sabato 8 giugno 2013

di Unknown

Louise Nevelson a Palazzo Sciarra, mostra da non perdere per grandi e piccini

Louise Nevelson, foto scattata da Robert Mapplethorpe

Louise Nevelson aveva le idee chiare fin da bambina, da quando in una biblioteca di Rockland, nel Maine, chiesero a lei a alla sua amica cosa sarebbero volute diventare da grandi. Blanche rispose che sarebbe diventata una contabile. La piccola Louise, senza titubanza alcuna, rispose:
 "Sarò un artista, anzi no, sarò uno scultore perché non voglio essere aiutata dal colore"
Louise, alla nascita Leah Berliawsky,  è diventata una scultrice, anzi la madame della scultura della seconda metà del '900. Infaticabile sperimentatrice, votata all'arte in toto, anche nei momenti più bui della sua vita, sarà sempre l'arte la sua migliore amica.

Decisa a non sposarsi, si sposò invece subito dopo aver incontrato Charles Nevelson, matrimonio accettato più per convenienza che per amore, interrotto dopo anni perché più che un marito Charles fu per lei una sorta di socio e lei non aveva bisogno di una società. Dal matrimonio ebbe il suo primo ed unico figlio, Mike.

Indipendente, libera, forte tanto quanto fragile, Louise fu presa a modello anche da esponenti del movimento femminista degli anni '70. Basti pensare che Judy Chicago inserì il suo nome tra quelli delle donne ricordate nella sua installazione The Dinner Party (1974-1979).

Ma Louise Nevelson non sentì mai l'esigenza di proclamarsi femminista, lei fu la liberazione della donna, così, naturalmente. Si sentiva talmente donna e talmente libera da non dover portare i pantaloni. Molto probabilmente fu merito del padre, Isaak Berliawsky, che all'inizio del '900 tenne alla formazione scolastica e culturale per tutti i suoi figli, indifferentemente dal sesso. Più che di femminismo, a cui tra l'altro la critica spesso rimanda, per Nevelson è bene parlare di sensibilità femminile. Sensibilità tutta palesata nel suo modo di lavorare e di interpretare, attraverso il gioco dell'assemblaggio, l'oggetto prelevato dalla vita quotidiana, spesso dall'ambito domestico, salvandolo così dall'oblio.

Le opere di Louise Nevelson, scultrice statunitense ma di origine ucraina, saranno esposte fino al 21 luglio  nella mostra organizzata da Fondazione Roma-Arte-Musei, presso Palazzo Sciarra. Una mostra che racchiude opere dagli anni '30 agli anni '80, corredata da un corpus fotografico che racconta le vicende e il carattere dell'artista. 

L. Nevelson, Homage to the Universe, 1968

Dai piccoli scrigni alle grandi pareti, dalle sculture da tavolo a quelle dall'andamento verticale, tutti i suoi lavori, come castelli, ci raccontano un mondo fatto di ricordi intimi e collettivi, ma anche storie di oggetti in bilico tra passato e presente. Dal nero al bianco e dal bianco all'oro, dai muri alle porte, dai totem alle sculture libere nello spazio, dal piccolo al grande... in tutte le sue sculture/installazioni, la fantasia accumulatrice, l'istintiva capacità compositiva e la poetica dell'assemblaggio inscrivono un percorso ricco di rimandi ed echi.

Mostra da non perdere e per i più piccini non dimenticate gli appuntamenti organizzati da Fondazione Roma-Arte-Musei WorkInProject (qui trovate tutte le info), un modo divertente per avvicinare i bambini al mondo dell'arte contemporanea.

Totem di famiglia, didattica per mostra Louise Nevelson
(Link foto)
Per tutte le altre info sulla mostra clicca qui
Condividi questo post

venerdì 7 giugno 2013

di Unknown

Biennale Arte 2013 | Il Palazzo Enciclopedico da Marino Auriti a Massimiliano Gioni [il video e le foto]

MarinoAuriti
e sua moglie
(link foto)
Il 16 novembre 1955 l'artista autodidatta italo-americano Marino Auriti depositava presso l'ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell'umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite.

Sarà per la complessità del progetto, o forse per la dolcezza del sogno incompiuto o semplicemente per il fascino dell'utopia, in bilico tra reale e immaginario, che Massimiliano Gioni, il giovane curatore della 55. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, ha cercato la sua ispirazione nell'abruzzese Auriti e nel suo modellino architettonico di 136 piani, intitolando la sua mostra ricerca, per l'appunto, Il Palazzo Enciclopedico.

Marino Auriti,
Palazzo Enciclopedico
Attraversando i vani espositivi dell'Arsenale e dei Giardini, di volta in volta, è come se ci accucciassimo a guardare attraverso le minuscole finestre di celluloide del palazzo di Auriti, e guardassimo dentro con l'irrefrenabile voglia di scrutare, scoprire e forse anche capire. 

Il nipote di Auriti, in un recente articolo, ricorda come da bambino, guardando il modellino realizzato da suo nonno, provasse ogni volta una sorta di indignazione nello scoprire il vuoto dell'interno e l'attesa e la speranza di vedervi un giorno tutte le invenzioni del genere umano, già in perfetto stato di funzionamento, ridotte in scala 1:400.

Gioni, attraverso la Biennale, ha popolato quelle stanze con tutta l'infinita varietà e ricchezza dell'umanità che ha trovato forma, trasformandosi in formule, calcoli, cataloghi, credenze, visioni oniriche e ancestrali, ma soprattutto immagini. 
Immagini reali e immagini del sogno, concrete o potenziali, individuali e collettive, evanescenti e geometricamente concrete, mute e chiassose, provenienti dalla memoria e proiettate dal futuro.
Come il Palazzo di Auriti anche la mostra di Gioni è un involucro ricolmo di immagini. E come il Palazzo di Auriti e il Palazzo di Gioni, anche noi, con tutto il nostro carico di credenze, conoscenze catalogate, immaginazione e pazzia, siamo media, portatori sani di immagini che dentro e fuori di noi si moltiplicano all'infinito.

Massimiliano Gioni

Un percorso che dall'Arsenale ai Giardini e dai Giardini all'Arsenale sembra ribadire che
"non ha senso cercare di costruire un'immagine del mondo, quando il mondo stesso si è fatto immagine" (M. Gioni)
Basta guardare dentro e fuori di noi.

Per chi non ha avuto e non avrà l'opportunità di andare a Venezia per curiosare e meravigliarsi, ecco un reportage fotografico e un video, in cui troverete le opere che più ci hanno colpito ne Il Palazzo Enciclopedico e i commenti di Gioni stesso, beccato nel giorno dell'inaugurazione, mentre passeggiava per l'Arsenale accompagnato e intervistato da una troupe di giornalisti e cameramen.
Da notare come tra un'intervista e l'altra si sia preoccupato perfino di raddrizzare le opere esposte.
Bravo Gioni, 100% Art Curator!





Servizio fotografico: Silvia Lucantoni
Condividi questo post

martedì 4 giugno 2013

di Unknown

Biennale Arte 2013 | La Biennale secondo Camille Henrot, Leone d'Argento come miglior artista promettente

Camille Henrot

Due anni fa il Leone d'Argento come Miglior Artista della Biennale di Venezia andò ad Haroon Mirza, con le sue installazioni ritmico sonore. Quest'anno, nell'edizione de Il Palazzo Enciclopedico, targata Gioni, il premio è stato meritatamente assegnato alla francese Camille Henrot, 34 anni, capelli di un biondo medievale (così scrive Le Figaro). Dal suo sguardo e dal suo modo di concedersi alla stampa internazionale si evinceva emozione ma soprattutto sorpresa. Nella sua camicia di seta color Arlecchino era accompagnata dal partner francese Joakim Bouaziz, a lui il merito della colonna sonora del video premiato.
  
Camille Henrot

Camille Henrot

Grosse Fatigue, questo il titolo del video, concentra in 13 minuti  la storia dell'evoluzione dell'universo, attraverso immagini pop-up e in loop. E' un continuo aprirsi di finestre, un video libro che racconta come il mondo sia stato creato dal nulla, poi popolato da una moltitudine a cui fa da contraltare un'inevitabile solitudine per poi concludersi con la morte. Una sorta di libro della Genesi contemporanea, frutto di un progetto di ricerca per lo Smithsonian Institute.

Subito dopo la premiazione le abbiamo chiesto cosa pensava riguardo la Biennale. Eccovi il video 



Per saperne di più riguardo l'artista vi consigliamo http://www.camillehenrot.fr/fr/biographie
Condividi questo post
di Unknown

Biennale Arte 2013 | Francesco Bonami intervista i visitatori della Biennale e nelle librerie esce il suo ultimo libro

Alla Biennale di Venezia si aggirava tra i padiglioni un intervistatore d'eccezione. Trattasi di Francesco Bonami, direttore della cinquantesima Biennale di Arti Visive di Venezia del 2003, quando Massimiliano Gioni, molto probabilmente, era solo un assistente.

Se non conoscete lui personalmente, di sicuro conoscete i suoi libri. Tanto per citarne alcuni: Dopotutto non è brutto, Si crede Picasso...
Almeno tre su cinque di voi lettori avrà sfogliato in libreria Lo potevo fare anch'io della Mondadori, e almeno due dei tre lo hanno comprato. Io sono tra i due che lo hanno acquistato e anche letto. 

Tutti almeno una volta nella vita, davanti a un'opera di arte contemporanea hanno pensato: "Ma come! Questa non è arte! Lo potevo fare anch'io!", e sicuramente in moltissimi lo avranno pensato anche dinanzi alle opere della kermesse veneziana di quest'anno. Ma Bonami, con stile irriverente e divertito, ci aiuta a capire perché un artista è considerato un artista, perché il critico ne santifica uno mentre ne manda all'inferno un altro, perché un'opera d'arte è un'opera d'arte, ma soprattutto perché non è vero che potevamo farlo anche noi.

Qualche tempo fa l'ex iena Pif, per la sua trasmissione "Il Testimone", andò da lui per farsi spiegare l'arte contemporanea e tutto il sistema che gli gira attorno. Come dire, il profano, il non addetto ai lavori, il non intenditore, che va dall'esperto. 
Questa volta, e proprio in occasione della 55. Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, la situazione si ribalta e il signor Bonami, uno dei più autorevoli critici e curatori di arte contemporanea, nonché uno dei volti più solari e simpatici del settore, è andato a caccia di persone non addette ai lavori per intervistarle. 

Per vedere l'arte in mostra alla Biennale dal loro punto di vista, Bonami, è andato dal ragazzo al signore più in là con gli anni, dal semplice visitatore appassionato e dal visitatore casuale e sprovveduto di nozioni basilari e per questo forse il più veritiero nei giudizi, perché come scrive Bonami nel citato libro:
 "per godersi un'opera d'arte non occorre essere intenditori, basta avere una mente aperta". 
Noi lo abbiamo seguito per un po', prima di addentrarci nei meandri dei padiglioni. Eccovi le foto e un video che lo vedono impegnato durante le sue gentili quattro chiacchiere con un gruppo di visitatori.





Francesco Bonami in visita a "Il Palazzo Enciclopedico"

Francesco Bonami che intervista i visitatori

Francesco Bonami che intervista i visitatori
Per chi invece ha la fortuna di essere in quel di Milano, ed è un aspirante artista, proprio domani Bonami, di nuovo con Pif, presenterà il suo ultimo libro, uscito nelle librerie il 14 maggio scorso, dal titolo ancora una volta più accattivante che mai: Mamma voglio fare l'artista!

Questa volta a rispondere alle domande ci sarà l'esperto e il non esperto. Scommettiamo che ci sarà da divertirsi? L'appuntamento è al PAC alle ore 19,00. Qui trovate il trailer della presentazione del nuovo libro edito da Electa.


Condividi questo post

lunedì 3 giugno 2013

di Unknown

Biennale Arte 2013 | Video con dichiarazioni a caldo di Tino Sehgal, Leone d'Oro alla Biennale di Venezia

Il Leone d'Oro della 55. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, quest'anno è finito tra le mani dell'artista Tino Sehgal
Nato a Londra nel 1976, considera l'arte un'esperienza sociale, in cui spettatori e attori si scambiano di continuo ruolo. 
L'artista è stato premiato “per l’eccellenza e la portata innovativa del suo lavoro che apre i confini delle discipline artistiche”.
Per Il Palazzo Enciclopedico di Gioni, nella sala centrale del Palaexpo ai Giardini, Sehgal si è presentato con un gruppo di persone che come oggetti d'arte campeggiano nello spazio espositivo cantando, muovendosi, intonando e ritmando suoni, mentre il pubblico cammina e li osserva. Severamente vietato fotografare o filmare il tutto, il divieto vale soprattutto per la stampa. L'assistente di sala ci ha sgridate per ben due volte.

Non potendo fotografare il suo lavoro, abbiamo seguito lui in lungo e largo e l'abbiamo pizzicato subito dopo aver ricevuto il premio più ambito dal mondo dell'arte contemporanea.
Eccovi un video con le dichiarazioni a caldo per la stampa internazionale e le foto della consegna del Golden Lion come Miglior Artista 2013.









Servizio fotografico di Silvia Lucantoni
Condividi questo post

domenica 2 giugno 2013

di Unknown

Biennale Arte 2013 | Le foto della Premiazione della Biennale di Venezia

In esclusiva per i nostri lettori alcune foto inedite della premiazione dei vincitori della 55.a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.


Tutto è pronto per la premiazione e gli invitati cominciano a prender posto.



L'arrivo del Presidente della Biennale Arte Paolo Baratta.



Massimiliano Gioni e Paolo Baratta durante i saluti di rito.



I premi prima della consegna.




Si comincia con i Leoni d'Oro alla carriera per Maria Lassnig e Marisa Merz. Per la prima ritira il premio un suo caro amico.




Marisa Merz ritira il suo Leone d'Oro.





Si passa alle Menzioni Speciali per i due artisti Sharon Hayes e Roberto Cuoghi (assente).



Menzioni Speciali per padiglione Lituania-Cipro e Giappone.




E il Silver Lion va all'artista francese Camille Henrot.



E il Golden Lion per il miglior artista è di Tino Sehgal.



Il Golden Lion è del Padiglione della Repubblica dell'Angola e un grido di gioia e applausi fanno da sottofondo al ritiro del premio.





Servizio fotografico realizzato da Silvia Lucantoni
Condividi questo post

sabato 1 giugno 2013

di Unknown

Biennale Arte 2013 | Live dalla Biennale


Siamo stati a Venezia per vedere da vicino le proposte dell'arte contemporanea alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte "Il Palazzo Enciclopedico".

Dalla Premiazione ai Padiglioni, dai Giardini all'Arsenale, curiosità, impressioni, critiche e commenti tutti per voi. Qui trovate tutto quello che abbiamo twittato in diretta da Venezia durante le giornate di venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno 2013!


01-06-2013, 16:57: Grazie a tutti! Il nostro live da #venicebiennale termina qui, nei prossimi giorni post e approfondimenti

01-06-2013, 16:47: #venicebiennale Padiglione Canada


01-06-2013, 16:29: Padiglione Romania, anche qui performer, questa è la Monnalisa di Duchamp


01-06-2013, 16:12: Per la Polonia suonan le campane. Se passate qui consiglio vivamente i tappi per le orecchie,li regalano all'entrata


01-06-2013, 15:48: Mathias Poledna, imitation of life, una pellicola a colori in 35 mm come una volta. Padiglione Austria


01-06-2013, 15:27: Padiglione Venezia. Performance

01-06-2013, 15:11: Al Padiglione del Brasile con i libri si fanno sculture #venicebiennale


01-06-2013, 13:45: Richard Serra non può mancare


01-06-2013, 13:43: Installazione di Cathy Wilkes


01-06-2013, 13:41: E qui Marisa Merz, l'altra leoncina d'oro. Oggi era alla Premiazione. Piccola grande artista


01-06-2013, 13:38: Qui tutta Maria Lassnig... The Golden lion per la carriera di #venicebiennale 2013

01-06-2013, 13:32: Va be' l'iperrealismo..., ma lei è vera? Sempre Padiglione Centrale ai Giardini


01-06-2013, 13:25: Eva Kotátková, Asylum, 2013, Installazione con materiali vari. Bellissima e si muove

01-06-2013, 13:25: Diego Perrone, una Vittoria tutta in resina e ferro #venicebiennale, Padiglione Centrale ai Giardini


01-06-2013, 13:11: Palazzo enciclopedico ai Giardini


01-06-2013, 13:08: Forest square per la Finlandia


01-06-2013, 12:45: E dopo la premiazione riprendiamo il giro dagli Stati Uniti #venicebiennale


01-06-2013, 11:04: Tutto pronto per la Premiazione di #venicebiennale


01-06-2013, 10:43: È arrivato anche Paolo Baratta, Presidente della Biennale #venicebiennale


01-06-2013, 10:32: È appena arrivato Gioni per la Premiazione di #venicebiennale


01-06-2013, 9:55: In testa alla stampa internazionale per la Premiazione di #venicebiennale

01-06-2013, 9:49: Pass entrance. Noi siamo i primi della fila. Che bravi a #venicebiennale


01-06-2013, 9:34: #venicebiennale Ieri pioveva,oggi a Venezia splende il sol. Siamo in arrivo ai giardini per la Premiazione


31-05-2013, 19:32: Il live di #venicebiennale riparte domani dai Giardini per la Premiazione. Ora un meritato giro per Venezia...



31-05-2013, 18:55: Padiglione Italo Latino Americano

31-05-2013, 18:41: Sempre Pavilion of China

31-05-2013, 18:40: Giudizio Universale secondo Pavilion of China

31-05-2013, 18:04: Dopo tanto peregrinare ecco il padiglione nostrano. Entriamo!


31-05-2013, 18:02: Padiglione Santa Sede, la Melandri incontra Ravasi e gli chiede: "Facciamo qualcosa insieme al MAXXI?"

31-05-2013, 17:07: #venicebiennale, padiglione Santa Sede, pienone per l'inaugurazione

31-05-2013, 16:53: Sembra vera ma non lo è. Tutto merito di Duane Hanson e del polivinile. "bus stop Lady"

31-05-2013, 16:50: Album fotografici dalla collezione di Cindy Scherman


31-05-2013, 16:48: #venicebiennale Arsenale, Vladsis Caniaris, pioniere dell'arte greca della seconda metà del '900

31-05-2013, 16:46: Paul McCarthy Children's Anatomical Educational Figure

31-05-2013, 16:43: Qui c'è lo zampino di Cindy Sherman. Fantastico John De Andrea e la scultura iperrealistica


31-05-2013, 16:29: Arsenale, #venicebiennale. This is Matthew Monahan, eureka USA, 1972

31-05-2013, 16:16: Il critico e curatore Francesco Bonami intervista i visitatori della Biennale

31-05-2013, 16:09: Ed ecco l'ispirazione di Gioni " il palazzo enciclopedico" dell'abruzzese Marino Auriti 

31-05-2013, 16:06: Ai giardini si torna domani. Ora al via con l'Arsenale di #venicebiennale

31-05-2013, 15:32: Beccata a #venicebiennale l'artista francese Orlan

31-05-2013, 14:48: Nulla da fare, non va via...

31-05-2013, 14:45: Performer abusivo al Padiglione spagnolo, arriva la sicurezza e ci sbatte tutti fuori #venicebiennale

31-05-2013, 14:17: Padiglione israeliano, face to face minatori e scultominatori rumoristi


31-05-2013, 14:17: Padiglione Australia at #venicebiennale. Collane di? Tappi, plastica, bulloni, guarnizioni...

31-05-2013, 14:00: Al padiglione australiano si sta comodi comodi #venicebiennale

31-05-2013, 13:51: Uruguay riflette sul tempo

31-05-2013, 13:39: Appesi ad un muro? Non se ne parla affatto! Sempre da #venicebiennale Cecoslovacchia

31-05-2013, 13:37: Dalla Cecoslovacchia...

31-05-2013, 13:35: Tutti in fila per french Pavilion at #venicebiennale

31-05-2013, 12:28: Fatto al Padiglione della Gran Bretagna con un bel timbro...e lo porti a casa. Souvenir da #venicebiennale

31-05-2013, 12:24: Tutti a guardare un video. Siamo nel Padiglione della Gran Bretagna, tutto timbri, tea e...

31-05-2013, 12:05: Tutti a guardare... ???

31-05-2013, 12:52: Ai WeiWei è al Padiglione francese

31-05-2013, 12:46: Nuovo contesto per eseguire un dipinto... siamo al Japan Pavilion

31-05-2013, 12:35: Paesi nordici... #venicebiennale


31-05-2013, 12:24: Sempre dal Padiglione russo, che ci piace sempre di più
31-05-2013, 12:12: Dimenticavo al padiglione russo gli uomini sono out

31-05-2013, 12:11: Altre indicazioni per il padiglione russo, un pozzo che da terra sale su raccoglie le monete...

31-05-2013, 12:09: Al padiglione russo si entra solo muniti di ombrello, piovono monete dal soffitto... 


31-05-2013, 11:53: #venicebiennale Il Venezuela video ed effetti 3D

31-05-2013, 11:41: Padiglione del Belgio, kreupelhout, il legno storto non è legno morto non è deadwood


31-05-2013, 11:28: #venicebiennale padiglione spagnolo, inaugura alle 12:00 con cumuli di...pietre, terra, legno...

31-05-2013, 11:13: #venicebiennale 3,2,1...per noi di Blarco la Biennale inizia ORA!


31-05-2013, 10:36: Girare la Biennale con #Gioni che favella non ha prezzo
31-05-2013, 10:34: Gioni in giro per l'Arsenale, tra un'intervista e l'altra raddrizza le opere. 100 per cento curatore


31-05-2013, 10:34: #venicebiennale, appena arrivati becchiamo Gioni


31-05-2013, 9:37: #venicebiennale Biennale bagnata biennale fortunata?!


31-05-2013, 9:37: Si parte per #venicebiennale. Ore 6,05. Troppo presto? Cappuccino e cornetto e seguiteci!
Condividi questo post