giovedì 12 maggio 2011

di Unknown

Che ci fanno Picasso, Degas e gli altri nell'ultimo film di Woody Allen?


"Midnight in Paris" è il film di Woody Allen che ha inaugurato ieri il Festival di Cannes. Più che di film si dovrebbe parlare di fiaba.

Nella capitale francese Gil è arrivato insieme alla fidanzata Inez (Rachel McAdams) e ai suoceri.
Una sera, complice la noiosa presenza di un amico di Inez, decide di andarsene solo a passeggio per la città. E come Alice nel paese delle meraviglie incontra all'improvviso lo stregatto, Gil viene fermato da un’automobile con sopra due eleganti passeggeri che lo invitano a salire. 
Sono Zelda e Scott Fitzgerald, lo scrittore e sua moglie, decisi a trascinare Gil a una festa per Jean Cocteau dove tra gli invitati compare anche Ernest Hemingway.
Più tardi si fa salotto da Gertrude Stein (Kathy Bates), con Pablo Picasso ed una bellissima ragazza, Adriana, (Marion Cotillard) che ha appena chiuso una tempestosa relazione con Modigliani
Gil avrà anche l'opportunità di sedersi in un bistrot con Salvador Dalì (Adrien Brody), fare quattro chiacchiere con Man Ray, suggerire a Bunuel la trama dell’Angelo sterminatore, congratularsi di persona con il suo autore preferito T. S.Eliot
Il protagonista finirà anche nella Parigi anni '20, da «Maxim’s», e tra le note ed i salti di un can can,  darà una stretta di mano a Toulouse Lautrec e ai suoi amici, Degas e Gauguin.

Allen ha catapultato i grandi dell'arte del ventesimo secolo in un sogno a colori...

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di Unknown

Bonito Oliva e Cacciari al Festival dell'arte contemporanea di Faenza

Per la quarta edizione del Festival dell'arte Contemporanea che si terrà a Faenza dal 20 al 22 maggio, i battenti saranno aperti dal critico d'arte Achille Bonito Oliva e dal filosofo Massimo Cacciari.

Forms of Collecting/ Forme della committenza, questo il titolo scelto quest'anno, ruoterà intorno all'arte contemporanea focalizzando l'attenzione sulle istituzioni, i collezionisti ed il pubblico.

L'intervento di A. B. Oliva e Cacciari si soffermerà proprio sulla nuova committenza.
Essendo oramai l'arte alla portata di tutti, fuori dai contesti consueti e sempre più libera ed inaspettata, si rivelerà sempre più importante spingere il sistema dell'arte verso una committenza pubblica, mantenendo comunque a galla l'iniziativa privata.

A. B. Oliva
 
A. B. Oliva a riguardo ha già dichiarato:

"In un sistema dell'arte globale e in un'avanzata società di massa s'impone una nuova committenza pubblica mentre restano inalterate velocità, dinamismo e vitalità del collezionismo privato. Nell'ambito sociale si impone sempre di più la committenza pubblica che chiede all'artista interventi fuori cornice per intercettare l'immaginario collettivo e sviluppare un'ulteriore estetizzazione del quotidiano

Per informazione più dettagliate sull'evento cliccate qui
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mercoledì 11 maggio 2011

di Unknown

Sogno o son desta? Il 14 maggio torna "La Notte dei Musei"



Dite a Morfeo di non venire a farvi visita la notte del 14 maggio perché sarete svegli e magari in coda, speriamo non troppo lunga, per ammirare le meraviglie dei nostri innumerevoli musei. Torna infatti "La Notte dei Musei".

La manifestazione nasce nel 2005 su idea del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese. 
La Notte dei Musei consentirà al visitatore di scoprire le collezioni permanenti, senza fretta e in tranquillità, senza preoccuparsi dell'orario di chiusura.
I musei che aderiscono all'iniziativa, oltre ad offrire l'entrata gratuita, con l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni, rimangono aperti fino alle 2.00 di notte (ultima entrata all’1.00).

Riportiamo la mappa degli eventi segnalati, pubblicata sul sito ufficiale dell'evento http://www.lanottedeimusei.it

Fonte mappa: http://www.lanottedeimusei.it/

Per segnalare un evento da inserire nella mappa vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale: http://www.lanottedeimusei.it/mappa/

Per informazioni più dettagliate riguardo gli eventi cliccate qui 
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di Unknown

L'Iraq alla 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia




Ammettiamolo, siamo ormai già stanchi di parlare di Biennale di Venezia sempre e solo riguardo la tarantella imbastita intorno al Padiglione Italia. 
Per un attimo abbandoniamo il signor Sgarbi e le sue liste infinite per dedicare la nostra attenzione ad un altro padiglione, in cui vi assicuro che basteranno i sei artisti scelti da Ali Assaf e Mary Angela Schroth, rispettivamente commissario e curatrice, per rendersi conto della vitalità dell'arte contemporanea in terra irachena.

A. Assaf (artista e commissario del Padiglione Iraq)

M. A. Schroth (curatrice del Padiglione Iraq)

L'Iraq ritorna per la prima volta alla Biennale dopo la partecipazione datata al 1976. Si ripresenta, quindi, con un carico di esperienze ed eventi che sicuramente l'arte avrà  metabolizzato a suo modo.
Infatti nel comunicato stampa si legge:
"Questo è un momento straordinario per l’Iraq. Il progetto di creare un padiglione ufficiale per la 54°edizione della Biennale di Venezia nasce da un incessante lavoro di squadra iniziato nel 2004. Storicamente, avviene in un periodo di grande rinnovamento, dopo oltre 30 anni di guerre e di conflitti".
La formula scelta è quella del confronto tra due generazioni di artisti. Ali Assaf, Azad Nanakeli e Walid Siti sono nati nei primi anni '50 e sono cresciuti negli anni ‘70, assistendo all'affermazione del socialismo politico. Adel Abidin, Ahmed Alsoudani e Halim Al Karim, più giovani, hanno fatto i conti con la guerra Iran-Iraq (1980-1988), l’invasione del Kuwait, la schiacciante sanzione economica delle Nazioni Unite ed il successivo isolamento artistico.
Questi artisti, dopo aver studiato arti visive a Baghdad, hanno tutti completato il proprio percorso artistico in Europa e negli Stati Uniti.
Nelle loro opere l'identità nazionale, a suon di denunce e nostalgie, si accorda alla pratica artistica contemporanea tramite "un approccio sofisticato e sperimentale".

A. Nanakeli, "Destnuej", 2011


A. Assaf  "Narciso", 2010

La pittura, la fotografia, la performance, il video e l'installazione, tutti media per opere in situ, ruoteranno  attorno ad un unico tema: l'acqua o meglio "acqua ferita", questo il titolo del Padiglione.
Al pari della guerra civile e del terrorismo, documentati continuamente dalla cronaca internazionale, la mancanza di un bene primario come l'acqua rappresenta una delle maggiori emergenze in Iraq.

Sarà  inoltre proiettato un documentario a cura di Rijin Sahakian riguardo la vita d’alcuni giovani artisti che vivono oggi in Iraq e Patrono Onorario del padiglione sarà l’architetto Zaha Hadid.
Padiglione da non perdere!

Per maggiori informazioni si rimanda a http://www.pavilionofiraq.org
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lunedì 9 maggio 2011

di Unknown

I rischi dell'esporre all'aperto: i tifosi in festa distruggono la Montagna di sale di Paladino

C'è chi per festeggiare una vittoria si taglia i capelli o la barba fatta crescere per lungo tempo, c'è chi sfila in bikini (ricordate la Ferilli nel 2001 per la Roma?) e c'è chi decide di farlo con l'arte contemporanea.



E' accaduto a Milano, nella notte tra sabato 7 e domenica 8 maggio, quando i festeggiamenti per lo scudetto appena vinto dal Milan dalla strada si sono estesi alla "Montagna di sale", installazione di Mimmo Paladino esposta da aprile in Piazzetta Reale, in occasione della retrospettiva dedicata all'artista (ne avevamo già parlato in un recente post).

Fonte: LaStampa.it

Peccato che i festeggiamenti si siano trasformati in veri e propri atti di vandalismo contro gli eleganti cavalli in bronzo che completano l'opera.  I dirigenti del Milan nel frattempo corrono ai ripari e garantiscono che il restauro avverrà a spese loro.

Fonte: industriadelturismo.com

L'opera d'altronde non è nuova a questo tipo di interazione. 
Quando era stata allestita a Napoli, in Piazza del Plebiscito, prima era stata derubata del sale ed infine fatta letteralmente esplodere durante il Capodanno.

E' strano e paradossale che un'opera dal carattere effimero come "Montagna di sale" continui comunque a scrivere una sua storia fatta di riproposizioni in tempi e luoghi diversi. L'azione dei tifosi si aggiunge così agli eventi passati che l'hanno vista protagonista. 
Forse rileggendo l'opera a ritroso, si scopre che il suo fascino si cela proprio nelle pieghe di questo binomio: la pars costruens dell'artista e la pars destruens dello spettatore.


Aggiornamento 22/05/2011: Conto "salato" per la Montagna di Paladino. Consultate il post cliccando qui.
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domenica 8 maggio 2011

di Unknown

VideoPost | Luca Trevisani è il vincitore del Premio Ettore Fico 2011

Va al già pluripremiato Luca Trevisani, classe 1979, il Premio della Fondazione Ettore Fico Road to contemporary Art, conclusosi oggi a Roma.

Come omaggio a quest'artista poliedrico e attento, vi proponiamo un video di uno dei suoi lavori, trovato spulciando su YouTube.
Per maggiori informazioni vi consigliamo la sua pagina web al seguente link:http://www.lucatrevisani.info/

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di Unknown

Giovanni Albanese da artista a regista, dalla fabbrica al vernissage in "Senza arte nè parte"

La disoccupazione è oramai una piaga della nostra società a cui già da un bel po' il cinema ci ha abituati, proponendocela attraverso svariati punti di vista.

Il poliedrico Giovanni Albanese, essendo regista ma anche artista, non poteva che scegliere il confronto stridente con la bizzarria e la frivolezza del sistema ruotante intorno all'arte contemporanea. 
Non a caso lo fa proprio alla vigilia della 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, evento che lo vedrà coinvolto nei panni di artista (anche lui compare nella lunghissima lista di Sgarbi).
In "Senza arte nè parte", nelle sale cinematografiche dallo scorso 6 maggio, mette quindi in atto una critica  contro il sistema di cui egli stesso fa parte. 

G. Albanese sul set con i protagonisti del film

La storia ruota intorno a tre operai del rinomato pastificio salentino Tammaro, licenziati e poi riassunti dallo stesso Cavallier Tammaro (Paolo Sassanelli), come custodi di una piccola ma importantissima collezione d'arte contemporanea. 
Tra questi c'è Enzo (Vincenzo Salemme), sposato con Aurora (Donatella Finocchiaro) e due figli piccoli a carico. C'è Carmine (Giuseppe Battiston), divorziato alle prese con una madre bizzarra ed un fratello minore scapestrato (Giulio Beranek). Infine Bandula (Hassan Shapi), un immigrato indiano, ormai al verde e senza più un posto dove dormire.
L'incontro con i "Tagli" di Fontana, la "Merda d'artista" o l' achrome "Rosette" di Piero Manzoni o di un'opera come "Bachi da setola" di Pino Pascali, innescano con facilità il meccanismo che vedrà coinvolti gli ex quattro moschettieri del rigatone in una pseudo-truffa  nel bel mondo dei galleristi, tra vernissage ed aste dai numeri esorbitanti.

G. Battiston (Carmine) in una scena del film,
 mentre sceglie le rosette per riprodurre l'achrome di Manzoni

Il film è pungente ma affatto irriverente. Attraverso il faccia a faccia di due mondi totalmente estranei ne vien fuori una commedia agrodolce, in cui dramma e satira, scherzo e presa di coscienza si intrecciano e si alternano in maniera calibrata, senza perdersi in banalità.
L'idea iniziale, però, imbastita attorno alla frase più banale che si possa pronunciare di fronte ad un'opera d'arte contemporanea, "Questa saprei farla anch'io!", si sarebbe potuta ampliare maggiormente.
D'accordo con me anche P. Mereghetti che su "Il Corriere della Sera" ha scritto: 
"E alla fine non riesci a toglierti dalla testa che un’idea di questo tipo avrebbe potuto essere sfruttata molto di più"
Vale comunque la pena andarlo a vedere. Guardate il trailer, magari vi invoglia.



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