martedì 4 settembre 2012

di Unknown

Sgombero definitivo per il Tacheles di Berlino

(General-anzeiger)
Questa mattina alle 8 in punto, Linda Cerna ha consegnato le chiavi della Kunstaus Tacheles all'ufficiale giudiziario Olaf Schmalbein. Un semplice gesto che pone fine alla vita artistica di uno storico palazzo di Berlino, a metà tra centro sociale e casa d'arte.

Solo una decina di agenti di polizia per effettuare uno sgombero giusto solo dal punto di vista legale. Interessi di privati contro cui la politica non ha attuato un piano di vera e sentita salvaguardia, considerando l'anima e il cuore da sempre anarchico del centro. Non stupisce quindi che l'unica voce alzatasi in merito sia stata quella del Segretario alla Cultura Andrè Schmitz e solo per dichiarare testuali parole:
" Il Tacheles non può essere salvato. Dobbiamo accettare che si tratta di controversie tra privati"
L'edificio, divenuto polo artistico all'indomani della caduta del muro di Berlino, contenitore di molta controcultura berlinese, molto probabilmente sarà raso al suolo per costruire un nuovissimo e moderno edificio per ospitare un albergo.

Molti degli artisti, che qui hanno ancora il loro studio e laboratorio, si trasferiranno a Neukolln, quartiere in espansione nella zona sud di Berlino.
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di Unknown

VideoPost | Metamorfosi di capelli da Bangkok

Imhathai Suwatthanasilp (The Nation)

Cotone, lana, seta, ràfia, corda, lino, canapa o juta... I filati da utilizzare per l'uncinetto possono essere davvero tanti ma il mondo dell'arte contemporanea non smette mai di stupirci. E' il caso di Imhathai Suwatthanasilp, artista thailandese che, da quando suo padre in fin di vita perché malato di cancro, le ha lasciato in eredità la sua treccia di capelli, non ha mai smesso di sferruzzare con essi ed ogni volta conferendo alle sue creazioni valori simbolici e poetici: una federa per un cuscino, un involucro per souvenir della Tour Eiffel, l'Arco di Trionfo e La Cattedrale di Notre Dame.
Le sue opere possono essere ammirate, fino al 30 settembre, nella mostra in corso alla Galleria d'Arte Moderna Ardel a Bangkok, nel quartiere Thawee Wattan.
La mostra Hair for Hope: The new Beginning presenta i suoi ultimi lavori: farfalle ad uncinetto realizzate con i capelli di pazienti sottoposti a chemioterapia.

Immagini scultoree leggere che raccontano le strane metamorfosi della vita e tutta la sua fragilità. I capelli caduti, simbolo di malattia, sono però trasformati in opere d'arte, icone di speranza.

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lunedì 3 settembre 2012

di Unknown

Il cinema per l'Abramovic a 360°

Giada Colagrande, Marina Abramovic, Willem Dafoe
"il cinema é qualcosa di familiare: da ragazzina a Belgrado quasi scappavo di casa per andare in una specie di cineclub dove vedevo tutti i film di Kurosawa, Bergman, Visconti, Antonioni, De Sica, mentre al massimo a casa mia si vedevano in tv i discorsi di Tito e i film di guerra. Amo il cinema d'autore, detesto i film commerciali americani, sempre così ripetitivi" (fonte: ANSA.it)
A dichiararlo è Marina Abramovic, l'artista e performer serba impegnata in questi giorni alla Biennale di Venezia, per la 69° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in qualità di giurata (con lei Laetitia Casta, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Matteo Garrone, Ursula Meier, Samantha Morton, Pablo Trapero e presieduta da Michael Mann)

Ma il 1 settembre, in una delle Giornate degli Autori, a Venezia è stato proiettato un film d'eccezione che la riguarda da vicino: Bob Wilson's - Life and Death of Marina Abramovic della giovane italiana Giada Colagrande.

Una sorta di documentario sull'omonimo spettacolo teatrale (di cui Blarco aveva già parlato in questo post). La macchina da presa segue l'incontro e la collaborazione di quattro artisti: il regista Robert Wilson, la Abramovic, il cantante-compositore Antony Hegarty e l'attore Willem Dafoe. Eccovi un bel video del film trovato su YouTube.

Ancora una volta la Abramovic fonde stili, linguaggi artistici e piani differenti su cui la vita scorre.

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di Unknown

XXXIX Premio Sulmona 2012: il caso Sgarbi, il vincitore, le foto e il video dell'evento

Parte della Giuria del XXXIX Premio Sulmona
da sx Giorgio Seveso, Vittorio Sgarbi, Chiara Strozzieri (foto Zac 7)
Come detto nel precedente post riguardo il XXXIX Premio Sulmona, tutti ci aspettavamo anche l'arrivo del noto critico d'arte Vittorio Sgarbi che però, durante l'inaugurazione, non si è fatto vivo. A quanto pare è giunto al Polo Museale Diocesano solo domenica mattina e a riflettori già spenti, provocando il disappunto degli altri critici giunti a Sulmona dalle 17,30 del pomeriggio precedente.
Secondo "Abruzzo Web", considerando il ritardo, non gli sarebbe stata data la possibilità di votare. Immaginate la reazione del calmo e pacatissimo Vittorio...

Alla fine sembra essersi risolto tutto per il meglio, con voto accettato e breve giro di perlustrazione nel Sulmonese, tanto quanto basta per scatenare il bel ciuffo ed accendere una seconda polemica.
Sempre secondo "Abruzzo Web", in seguito alla visita della prestigiosa Abbazia di Santo Spirito al Morrone, il critico avrebbe avanzato disappunto riguardo gli indennizzi post-sisma per gli edifici storici:
"Se lo stesso indennizzo - ha detto - viene dato a un edificio che si trova all'Aquila e uno che si trova a Sulmona, si può dire che quest'ultima sia privilegiata rispetto al capoluogo abruzzese".
"Alla fine - ha concluso Sgarbi - abbiamo mangiato un buon piatto di spaghetti e visitato chiese bellissime. Splendido l'eremo di Celestino, anche il territorio merita di non restare nell'anonimato" (Abruzzo web)
Empedocle Amato, Stazione di notte, 2009
Al di là delle facili polemiche e scaramucce tra critici e addetti ai lavori vi annunciamo che il vincitore della XXXIX Edizione del Premio Sulmona è Stazione di notte, un olio su tela del neorealista Empedocle Amato.

Per voi la galleria di foto e il video dell'inaugurazione del 1 settembre con gli interventi del Presidente e Vice Presidente de "Il Quadrivio" Giuliano Presutti e Raffaele Giannantonio, il Sindaco di Sulmona Fabio Federico, l'On. e Imprenditrice di Sulmona Paola Pelino, la Vice Presidente della Provincia dell'Aquila Antonella Di Nino, gli storici e critici d'arte Giorgio Di Genova, Toti Carpentieri e Duccio Trombadori.




Servizio fotografico realizzato da Silvia Lucantoni
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domenica 2 settembre 2012

di Unknown

Premio Sulmona: Sgarbi assente ma i critici d'arte non mancano

Inaugurazione XXXIX Premio Sulmona

La XXXIX edizione del Premio Sulmona ha aperto i battenti sotto un cielo plumbeo, non solo in senso metereologico. Durante la cerimonia di apertura, i primi interventi degli addetti ai lavori hanno ribadito a lungo le problematiche economiche che negli ultimi anni hanno reso sempre piú difficoltosa la realizzazione dell'evento. Anche quest'anno niente premi in denaro per i tre vincitori, il che non porterà a nessun tipo di nuova acquisizione per la Pinacoteca di Arte moderna e contemporanea del Polo Museale Diocesano di Sulmona

Franca Minnucci (presentatrice dell'evento)
e  l'On. Paola Pelino
Il sindaco della città, Fabio Federico, si scusa per non aver potuto metter mano al portafogli, ma in questo periodo di crisi, le priorità per le giunte comunali sono altre. Se non altro ci ha messo la faccia. L'On.Paola Pelino, dell'insigne Fabbrica di confetti Pelino, ribadisce l'urgenza di promuovere il Premio e pubblicamente si impegna ad occuparsene rivolgendosi al Ministero dei Beni Culturali. Almeno per ora non ci resta che concederle il beneficio del dubbio, ma ci chiediamo come mai non l'abbia già fatto. 

Toti Carpentieri, Gaetano Pallozzi, Giorgio Di Genova

Gaetano Pallozzi, Duccio Trombadori

I critici di spicco presenti, Giorgio Di Genova, Duccio Trombadori e Toti Carpentieri, rinnovano il loro affetto nei confronti del Premio Sulmona e del suo ideatore segretario Gaetano Pallozzi, ed invitano gli imprenditori locali a rissolevare le sorti del Premio facendo da sponsor. Grande assente, ospite d'onore tanto declamato sulle locandine, Vittorio Sgarbi, Presidente di giuria. Ci auguriamo di vederlo per la Premiazione del 29 settembre

Una delle opere in concorso
Paola Grizzi, Improv-viso, 2012
Traspare passione, affetto, amore per l'arte e voglia di continuare in questo Premio di periferia che, con il tempo e la costanza, ha guadagnato peso e prestigio nel panorama italiano.
Nel 2013 compirà 40 anni, un'età in cui il fascino e la maturità procedono di pari passo con la volontà e il dovere di rinnovarsi.
A parer nostro qualcosa va fatto per renderlo un po' piú accattivante, magari includendo altri media artistici in concorso e non solo pittura e scultura. Intessendo legami piú forti e concreti con la cittadinanza, uscendo anche fuori dalle mura museali. Proprio in merito a ció, abbiamo chiesto ai critici d'arte Duccio Trombadori e Giorgio Di Genova in cosa secondo loro andrebbe rinnovato il Premio Sulmona.
Eccovi il video dell'intervista


Servizio fotografico realizzato da Silvia Lucantoni
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giovedì 30 agosto 2012

di Unknown

Castelbasso, Civitella e la cultura contemporanea nei borghi

Tra colline lussureggianti, distese alte di girasoli e vigneti cullati dal canto della cicala, nel teramano stanno per chiudere i battenti tre mostre di arte contemporanea davvero speciali.
L' Associazzione Naca Arte, a Civitella del Tronto, e la Fondazione Malvina Menegaz per le arti e le culture, a Castelbasso, anche per quest'estate hanno dato esempio concreto di come l'arte ben si inserisca in contesti dal fascino senza tempo. 


Cultura contemporanea nei borghi, questo il titolo della manifestazione, intreccia perfettamente la memoria dei luoghi, le risorse del territorio e le visioni artistiche del mondo contemporaneo.

Arrivati a Civitella ci si inerpica lungo la fortezza borbonica e più si sale, più il paesaggio diviene mozzafiato. Gli spazi e le stanze, di questa grande opera di ingegneria militare, ospitano la bella mostra a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini, intitolata "VISIONI la fortezza plurale dell'arte".  Come si legge nel catalogo 
"VISIONI è una mostra che non intende mettere al centro della riflessione dell’arte una qualche teoria estetica, o etica, ma più semplicemente le visioni differenti di artisti di varie generazioni che esprimono con vari mezzi una concezione personale dell’arte e del mondo".
Il visitatore è totalmente immerso in un'esperienza plurisensoriale: video, installazioni sonore, arazzi, dipinti, sculture e performance stuzzicano di continuo e rendono la passeggiata nella fortezza una scoperta continua.

Fortezza di Civitella del Tronto
Come non farsi rapire dalle cantilene e dagli echi, quasi tangibili, dell'installazione sonora di Valentina Vetturi, che raccontano di una donna e di una storia popolare consumatasi nel vicino bosco? 
Come non immergersi nella visione solitaria del film di Jan Fabre che al colore preferisce un bianco e nero con inserti letterari in blu poetico?

Jan Fabre, De Schelde, Hé wat een plezierige zottigheid!, 1988
Come non soffermarsi sulla mappa dell'Italia di Giuseppe Stampone, zeppa di storia, contraddizioni e misteri ancora irrisolti, tutti resi magistralmente tramite un'inconfondibile penna Bic?

Giuseppe Stampone, Mappa, Global Dictature, 2012
Come non sorridere dell'ironia scolastica dell'infanzia di Maurizio Cattelan in Untitled (Punizioni)?
E come non interrogarsi dinanzi all'alternarsi delle scritte video di Michelangelo Pistoletto in Chi sei tu? 

Maurizio Cattelan, Untitled (Punizioni), 1991

Michelangelo Pistoletto, Chi sei tu?, 1976
Altre opere di artisti si incontrano lungo il cammino. Ad esempio Vanessa Beecroft, Joseph Beuys, Sandro Visca, Enzo Cucchi, Ettore Spalletti e altri ancora.
Mostra da non perdere assolutamente avete tempo fino al prossimo 31 ottobre. 

Prima però dovete assolutamente andare a Castelbasso. Non vi rimane che quest'ultimo fine settimana, perché qui la chiusura delle due mostre in corso è prevista per il 2 settembre.

Castelbasso
Innanzitutto Castelbasso è un paese gioiello, perfettamente conservato, pieno di vicoli e balconi fioriti e vale una visita già di per sé. In più avrete la possibilità di ammirare, presso Palazzo Clemente, le opere di Carla Accardi, signora dell'astrattismo italiano. 

Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture
Nella mostra CARLA ACCARDI, smarrire i fili della voce, come fa notare la curatrice Laura Cherubini,
le opere sono legate da sottili ma solide relazioni ed emerge il rapporto tra i nuovi quadri inediti, macroscopici segni fatti di vivo colore, e le opere tridimensionali. (...) La relazione tra oggetti e superfici rivela come i quadri stessi di Carla Accardi siano in 
perpetuo dialogo con l’ambiente
Bellissimi i tre leggeri ombrellini, appoggiati sul pavimento di vetro che lascia intravedere le antiche fondamenta del palazzo castelbassese.  Un gioco intelligente e puro fatto di trasparenze, ombre, forme, segni e colori.

Uscendo da Palazzo Clemente, un percorso quasi obbligato vi conduce verso l'affascinante Palazzo De Sanctis, in cui è allestita la seconda mostra: RADICI memoria, identità e cambiamento nell'arte di oggi, a cura di Eugenio Viola.

Marina Abramovic (foto http://www.undo.net/it/mostra/142798)
Nomi internazionali dell'arte si interrogano ed interpretano le contraddizioni del nostro presente, scavando nel passato, senza mai scadere nel facile e scontato folklore, per risalire all'origine. Basti pensare alle foto di Marina Abramovic, con  le sue visioni ancestrali e irriverenti in cui danzano cielo, terra ed essere umano.

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mercoledì 29 agosto 2012

di Unknown

Messico: 300 paia di scarpe rosse per denunciare il femminicidio


Elina Chauvet, 300 paia di scarpe rosse
Le 300 paia di scarpe che il 29 luglio scorso l'artista messicana Elina Chauvet ha sistemato lungo l'asfalto di El Paso, in Texas, sono rosse come il sangue. Tacchi, rasoterra, sandali, ballerine, infradito e stivali ...un paio per ogni donna scomparsa, uccisa, rapita al confine tra Usa e Messico. Il corpo che non le indossa è un corpo abbandonato alla violenza e condannato all'oblio dell'indifferenza. E' una marcia immobile e silenziosa che denuncia e smuove le coscienze verso una protesta a gran voce.

Elina è nata a Casas Grandes, in Messico. Ha iniziato prima come autodidatta e in seguito ha studiato pittura, ceramica e scultura. Oggi risiede a Mazatlan, sempre in Messico, con il marito e i due figli. Ha partecipato a più di 30 mostre collettive e 2 personali nello Stato di Sinaloa dal Titolo "Virgins and miracles" e "A hearth on the edge".
Per il suo lavoro ha già ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

L'installazione temporanea di El Paso rappresenta il culmine di un progetto iniziato nel 2009, con le prime 33 paia di scarpe. La protesta ha a cuore soprattutto le donne di Juàrez, cittadina messicana in cui dal 1993 un vero e proprio femminicidio è stato messo in atto.

Ancora una volta un esempio di come l'arte possa svegliare le menti e le voci adagiate in un pericoloso letargo!

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