martedì 4 marzo 2014

di Roberta Perego

Le fotografie di Izis Bidermanas a Milano, come un bel sogno


L'uomo con le bolle di sapone,
Petticoat Lane, Middlesex Street, Whitechapel, Londra, 1952
© Izis Bidermanas

La parola che meglio può raccontare una visita tra le sale di Spazio Oberdan per la mostra dedicata a Izis Bidermanas è: sorpresa. “Izis. Il poeta della fotografia” arriva a Milano arricchita da 25 nuovi scatti, dopo il successo riscontrato al Museo Alinari di Firenze, per un totale di 140 fotografie esposte. 
Attraverso un percorso sviluppato in sei sale tematiche (da Parigi a Israele, passando per Londra, tra gli scatti circensi e i coloratissimi ritratti di Chagall) viene raccontata con delicatezza particolare l’opera di questo straordinario umanista di origine lituana, migrato nella sua Parigi “dei sogni” nel 1930.
E se il nome suona meno familiare di un Cartier-Bresson, di un Brassai o di un Doisneau, non è che un ulteriore invito ad avvicinarci e scoprire.

Lungo una Senna assolata Izis incontra i suoi personaggi: sono ragazzi addormentati sulle rive sterrate, una coppia appartata in un bacio, venditori ambulanti di libri e fiori o pescatori immortalati di spalle, seduti. Si attraversano i vicoli tra finestre e comignoli, incontrando un carosello e due amiche sospese all’aria dentro la gabbia di una giostra in movimento (Festa, Place de la République, Parigi, 1940).

Festa
Place de la République, Parigi, 1940 
© Izis Bidermanas

Lasciate le ricciolute insegne parigine si attraversa una Londra fuligginosa e rallentata dalla guerra: qualche marinaio riposa accovacciato sotto le luci di Piccadilly Circus, mentre un uomo socchiude le labbra in un calibrato soffio di bolle (L’uomo con le bolle di sapone, Petticoat Lane, Middlsex Street, Whitechapel, Londra, 1952). 
Inseguendo i diversi ritratti, esposti a raccontare l’avventura editoriale di Bidermanas con la rivista "Paris Match" dal 1949 in avanti, coglie di sorpresa la splendida saletta dedicata a Chagall. Si apre d’improvviso, intima e contemplativa, mentre i fotogrammi lasciano finalmente entrare in mostra il colore. Marc Chagall è fotografato nel suo studio di Vence, tra bozze e studi preparatori tracciati a matita e acquerelli, oppure di spalle in scatti così ravvicinati da mescolarlo, assieme al colore, ai personaggi che ne popolano i lavori. Bidermanas sarà l’unico fotogiornalista autorizzato dal pittore a documentare la decorazione del soffitto dell’Opéra, con scatti pubblicati nel settembre del 1974. 

saletta dedicata a Chagall
E’ poi la volta dei saltimbanchi, dei giocolieri e dei mangiafuoco, così come del pubblico fotografato in smorfie di stupore davanti allo spettacolo di un circo; per concludere, infine, con i luminosi scatti di Israele, del suo popolo in movimento, dei muli e delle greggi, del piccolo negozio di un ciabattino affollato di scarpe e lacci. 


Sono centoquaranta ritagli di quotidianità attraverso i quali Bidermanas raccoglie incontri inattesi. E’ un’emozionante passeggiata attraverso il tempo, le epoche e le geografie in uno stupefacente risultato di realismo poetico. Come i tanti personaggi fotografati in controluce che paiono così incontrati al risveglio, quando ancora non si può dischiudere la realtà dal sogno. 

Per info: www.izis.it
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