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giovedì 10 ottobre 2013

di Martina Cicogna

Chi è Hou Hanru

Hou Hanru (Link foto)

Entrato in carica il mese scorso, Hou Hanru è il nuovo direttore artistico del MAXXI. Classe 1963, nato a Guangzhou, in Cina, si è laureato all'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, ha lavorato per sei anni al San Francisco Art Institute, curatore di numerose mostre in tutto il mondo e di alcune Biennali; tra cui quella di Shangai nel 2000 e quella di Istanbul nel 2007.
Si tratta  di un elemento perfettamente inserito all'interno del sistema contemporaneo, ma non di un fuori classe.

martedì 23 ottobre 2012

di Unknown

La Melandri è confermata al MAXXI. Ornaghi se ne assume tutte le responsabilità

La Melandri al MIBAC con Ornaghi
Niente da fare, la Melandri è stata confermata per la presidenza del Maxxi. Azzittiti tutti coloro che speravano in un dietrofront di Ornaghi o della stessa ex parlamentare. La bufera mediatica alzatasi da tutti i fronti, artistici e politici, non è servita a nulla. A nulla è valso il richiamo e il risentimento dello stesso Premier Monti, che ieri in tarda serata ha convocato il ministro dei Beni Culturali a Palazzo Chigi. Quantomeno doveva essere avvisato e reso partecipe della scelta, prima di rendere pubblica la notizia. Ornaghi, in apertura della conferenza stampa, slittata da questa mattina ad oggi pomeriggio, dal Maxxi al Ministero dei Beni Culturali e con solo un quarto d'ora d'avviso, dichiara: "Sono convinto di aver operato una scelta fra le migliori possibili. Me ne assumo l'intera responsabilità".

Cara Melandri ora tocca a lei, aldilà delle polemiche, dimostrarci i fatti.
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giovedì 18 ottobre 2012

di Unknown

La Melandri, come fulmine a ciel sereno, prende la poltrona del MAXXI

Giovanna Melandri
Ornaghi ne ha combinata un'altra delle sue e sempre con la medesima modalità: di soppiatto. Dopo aver tirato fuori dal capello la nomina di Pietromarchi alla Biennale di Venezia, ecco che... voilà, tira fuori anche Giovanna Melandri per darle la poltrona del Presidente Fondazione MAXXI. Stavolta però la nomina porta sconcerto e chiacchiericcio amaro non solo nei salotti artistici ma anche e soprattutto in quelli politici. 

Inutile dire che le critiche non si sono fatte attendere più di tanto, e sia da un lato che dall'altro. Ma andiamo con ordine: la Melandri qualche tempo fa, vista l'aria che tirava, decide di non ricandidarsi nel PD, applausi dunque... ma ecco che oggi, dopo pochissimo tempo, arriva per lei una nomina ad hoc. Forse il ministro Ornaghi, che in questo caso riesce difficile definire tecnico, avrà pensato a lei considerando il suo mandato da Ministro dei Beni Culturali nel 1998, proprio mentre il MAXXI era in gestazione e partiva il bando per la nuova struttura, poi vinto dalla Hadid.

Per ora non ci accodiamo alle mille critiche che impazzano sul web e in TV, anche perché la burrasca sembra  soprattutto di natura politica. A noi interessano i fatti. Orsù dunque staremo a vedere, ma sempre con l'occhio vigile di chi non tanto si fida. 
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giovedì 25 novembre 2010

di Unknown

Occasioni perse: MAXXI imballa Gino De Dominicis...

Il 7 novembre ha avuto termine la retrospettiva dedicata dal MAXXI a Gino De Dominicis a cura di Achille Bonito Oliva. 
La mostra ha preso in esame i nodi tematici e iconografici più cari all'artista: la materia e l’entropia, il rovesciamento prospettico e l’ubiquità, la metamorfosi e l’evoluzione, il confine tra visibile e invisibile, l’ironia, la sospensione tra passato e avvenire. Su tutti domina una costante: l'immortalità.
Per chi si fosse sbadatamente perso la mostra eccovi alcune pillole sul poliedrico ed eccentrico artista e su una selezione personale delle opere esposte. Una sorta di "Se foste andati... avreste visto..". Occasione persa perchè in questa "era della riproducibilità tecnica dell'opera d'arte" in cui le immagini sono riprodotte all'infinito, i lavori di De Dominicis rimangono rari da vedere. Fu l'artista più attento nell'evitare di catapultare se stesso e i suoi lavori nel sistema dell'arte e quando poteva evitava cataloghi, mostre e tutto l'ambaradam che crea e nel contempo distrugge l'aura. Il catalogo pubblicato da Electa, che accompagna la mostra, è la prima monografia di riferimento per una conoscenza esaustiva dell'artista. 
Calamita cosmica
Nel cortile del Museo avreste trovato ad ad introdurvi alla mostra Calamita cosmica, una delle opere più ambiziose di De Dominicis, anche se voci di corridoio affermano che non appena l'opera fu realizzata l'artista ebbe molto da ridire, non soddisfatto dal risultato finale. Malgrado lo scetticismo dell'autore io l'ho trovata fantastica. Non è tanto la dimensione ad assalire lo sguardo, anche se per essere sinceri la sensazione provocata dai 24 m di scheletro è quella di un lillipuziano al cospetto di un gigante. A catturare lo sguardo sono i vuoti tra le costole che evocano i pieni di una vita apparentemente assente. L'equilibrio e la forza gravitazionale dell' asta dorata sono linfa vitale e donano alla mastodontica scultura un tempo ultraterreno.
Mozzarella in carrozza, 1970
Entrando nel museo ci accoglie l'ironia di Mozzarella in carrozza lavoro che quando venne presentato all’Attico nella collettiva del ’70 suscitò molto scandalo. E' una delle opere che ha spinto la critica a collocare l' artista nel "Concettuale". Le parole sono qui materializzate, visualizzate. E' inoltre la messa in discussione del meccanismo del ready made duchampiano fondato sull'idea che la galleria o il museo abbiano il potere di trasmutare in opera d'arte qualunque oggetto in essi esposto. La mozzarella rimane tale pur trovandosi nel lussuoso contenitore: meccanismo che non funziona!
Dal fondo del corpo scala subito si fa notare - pardon.... Si sarebbe fatto notare -, la risata di D’io, anche qui un gioco di parole: di me stesso/Dio. Qui l'opera si fa impalpabile, fatta solo di suono, opera invisibile.
I lavori esposti erano 130 in totale, impossibile descriverli tutti. Bastano i già citati per farvi rimpiangere l'evento. Tra orologi senza tempo, tracce di geometrie e geometrie sospese, ironici necrologi e nasi adunchi come becchi, il MAXXI saluta l'artistata singolare che De Domincis fu,  quest'uomo elegantemente vestito sempre immerso in instabili equilibri tra scienza e irrazionale.
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