giovedì 10 ottobre 2013

di Martina Cicogna

Chi è Hou Hanru

Hou Hanru (Link foto)

Entrato in carica il mese scorso, Hou Hanru è il nuovo direttore artistico del MAXXI. Classe 1963, nato a Guangzhou, in Cina, si è laureato all'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, ha lavorato per sei anni al San Francisco Art Institute, curatore di numerose mostre in tutto il mondo e di alcune Biennali; tra cui quella di Shangai nel 2000 e quella di Istanbul nel 2007.
Si tratta  di un elemento perfettamente inserito all'interno del sistema contemporaneo, ma non di un fuori classe.

Perché quindi la scelta è ricaduta su di lui? Delucidazioni forti e chiare non ne abbiamo ricevute, solo divagazioni sul bisogno di ricerca del museo e sul suo lavoro unitario (considerando che il MAXXI vanta due piattaforme all'attivo: arte e architettura). Questi dunque i punti su cui è chiamato ad intervenire e lavorare Hou Hanru, che durante la conferenza stampa ha risposto energicamente alle domande dei giornalisti con citazioni filosofiche e aforismi naturalistici. 
La presidente Giovanna Melandri, affiancata dalle consigliere d'amministrazione Beatrice Trussardi e Monique Veaute, l'ha presentato indicandolo semplicemente come «il direttore artistico giusto per il MAXXI, un museo pubblico che deve saper parlare a tutti».
Alla richiesta di qualche grande nome da ospitare, il nuovo direttore artistico risponde con frasi semplici ma d'effetto, spiegando il suo intento di capire veramente cosa si intende per programmi internazionali e trovandosi a  portare Gramsci e Kant come esempio di comunicazione senza necessità di grandi spostamenti. 


Hou Hanru arriverà a Roma in pianta stabile dal primo dicembre, con uno stipendio di 4.000 euro netti al mese: «Una retribuzione non paragonabile a quella degli altri direttori internazionali - ha sottolineato Giovanna Melandri - né a quello che guadagnava prima di accettare l'incarico». 
Si parla di una cifra su cui i colleghi di Hou Hanru avrebbero avuto senz'altro da ridire, una cifra considerata "ministeriale", anche se a ben guardare proprio esigua non è, certo per un museo si tratta di un stipendio basso, ma da qui a paragonarlo ad uno ministeriale, a mio avviso ce ne passa di tempo. Un direttore quindi che al lato pratico unisce quello umano? Lui stesso definisce la propria famiglia come sua patria e il mondo dell'arte come famiglia allargata, metafore ed armonie linguistiche sembrano proprio non intimidire il nuovo direttore.
La presentazione di Hou Hanru e' stata inoltre anche l'occasione per annunciare un'altra grande stagione di mostre, di appuntamenti, performance e incontri al museo MAXXI: tra i protagonisti Clemens Von Wedemeyer, Daniele Puppi, Jan Fabre e Gabriele Basilico

Staremo quindi a vedere come evolverà questo Hou-pensiero nel corso dei prossimi quattro anni. Curiosi? Io estremamente.
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