martedì 11 febbraio 2014

di Roberta Perego

Le stanze di Micol Assaël nella pancia di Pirelli HangarBicocca

Micol Assaël, 432 Hz, 2009

Se non siete mai stati alla Fondazione Pirelli HangarBicocca avrete la sensazione di visitare un luogo diverso dal comune. Se ci siete, invece, già stati avrete comunque la sensazione di attraversare un luogo diverso da come lo ricordavate. 
Come spesso accade per le temporanee allestite in questo straordinario edificio industriale, 15.000 metri quadrati riconvertiti nel 2004 da Pirelli in luogo per la promozione della cultura artistica contemporanea, così anche la mostra (pronunciatene il titolo, se ci riuscite) ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA di Micol Assaël trasforma lo spazio espositivo abitandolo perfettamente e, questa volta, svelandolo dall’interno, in un riuscito dialogo di interazione tra opere e ambiente. 

Veduta d’insieme della mostra, 
Shed, Pirelli HangarBicocca, Milano

Siamo nello Shed, primo e più basso corpo di fabbrica ma soprattutto spazio dedicato alla produzione di componenti per locomotive e macchine agricole già nel corso degli anni ’20 del secolo scorso. E’ qui che le cinque installazioni di questa giovane artista italiana (classe 1979) si dispiegano in un percorso performativo, dove il pubblico è chiamato a introdursi in ambienti apparentemente ostili e respingenti così come delicati e contemplativi.

Micol Assaël, Vorkuta, 2003

Si entra in una cella frigorifera (Vorkuta, 2003) a meno trenta gradi, ci si confronta con i rumori di vecchi motori elettrici accedendo ad un container dismesso (Mindfall, 2007) pervaso da un insistente odore di nafta e combustibile; si contemplano dei telai in cera tra profumo di legno e miele (432 Hz, 2009) mentre il nostro movimento nello spazio attiva tracce audio che riproducono il ronzio delle api, avvolgendoci in un tiepido brulichio di sottofondo.


Si passa poi dalle forti correnti d’aria di una stanza 5 x 5 realizzata interamente in ferro (Senza Titolo, 2003) alle trasparenze della nuova installazione (Sub, 2014) realizzata per Pirelli HangarBicocca reimpiegando vetrine utilizzate dall’artista per un progetto espositivo precedente, ponendo al centro un generatore Kelvin capace di produrre piccole cariche elettrostatiche sfruttando la semplice caduta di gocce d’acqua.

Micol Assaël, Untitled, 2003
Micol Assaël, Sub, 2014

Il lavoro di Micol Assaël, la cui ricerca è incentrata (a partire dal 2003) su una speciale attenzione per i fenomeni naturali, fisici ed elettrostatici, viene qui presentato al pubblico attraverso una mostra site-specific concepita come un unico ambiente, che ne raccoglie tanti altri, capace di risuonare con l’intero edificio. Si ha la reale sensazione di entrare nella pancia di questo spazio industriale, con i suoi gorgoglii e i suoi ritmi meccanici, svestito per la prima volta da ogni artificio espositivo e illuminato dalle sole luci di emergenza che ne rivelano i materiali, la pelle di fabbrica e le tracce del tempo. 
Una piena comunione tra contenuto e contenitore che siamo chiamati ad attraversare e invadere, come unica unità di misura concessa, relazionandoci con dimensioni molto grandi così come molto piccole. Andando a sbucciare le apparenze alla ricerca dell’invisibile, dell’imprevisto, riscoprendoci presenza. 

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