mercoledì 29 gennaio 2014

di Roberta Perego

Irwin e Turrell a Villa Panza, dove si respira la luce

James Turrell, Sight Unseen, Villa Panza, 2013

Splende un bel sole su tutta Varese e sul colle di Biumo Superiore, nei giochi di luce delle stanze di Villa Panza e sui prati del parco inumiditi dal mattino. E’ la giornata giusta per visitare “AISTHESIS. All’origine delle sensazioni” allestimento temporaneo che abiterà la Villa fino al 2 novembre 2014, realizzato in collaborazione con il Guggenheim Museum di New York, il Getty Research di Los Angeles e l’Archivio Panza di Mendrisio. Il progetto vede protagonisti Robert Irwin e James Turrell, maestri dell’Arte ambientale americana, chiamati a intervenire con due progetti site-specific posizionati a conclusione di un riuscito percorso d’immagini e ambienti (19 opere in tutto) che ne ricostruiscono l’intera poetica e l’intima relazione con la Villa e con il suo storico inquilino, Giuseppe Panza di Biumo
La storia di questa esposizione ha in realtà origini più antiche, è sul finire degli anni Sessanta che Irwin e Panza si incontrano per la prima volta alla Pace Gallery di New York, avviando una stretta collaborazione che porterà alla realizzazione di tre ambienti permanenti all’interno della Villa di Biumo e al contatto con James Turrell, impegnato con Irwin in un progetto di ricerca sulla percezione visiva. I due pionieri del movimento californiano “Light and Space” e della Conditional Art attraversano l’oceano e approdano così, traghettati dalla lungimiranza di Giuseppe Panza, in Italia. 

Villa Panza

La mostra s’intreccia con le splendide preesistenze della Villa settecentesca, con le stanze di casa Panza che ne custodisco tuttora le circa 150 opere di artisti contemporanei (luoghi donati al FAI – Fondo Ambiente Italiano – nel 1996) tra i quali Robert Therrien, Ruth Ann Fredenthal, Phil Sims, David Simpson, Max Cole, Ford Beckman, Meg Webster, Maria Nordman, Dan Flavin, Irwin e Turrell

Percorso il monumentale scalone d’accesso all’ala padronale, si inizia al primo piano con gli Holograms (2011-2013) di James Turrell, lavori realizzati attraverso l’esposizione di film olografico capace di disegnare figure geometriche tridimensionali come risposta alla luce ricevuta dalla superficie. Si prosegue incontrando una sezione dedicata alla raccolta di materiale fotografico e documenti d’archivio (lettere, cartoline, progetti, cataloghi e articoli) che introducono il lavoro dei due artisti ambientali e ne testimoniano il prezioso contatto con la vita e la collezione della Villa. E’ poi la volta di James Irwin con Untitled (Column) 2011, un’alta colonna in plastica trasparente posizionata in prossimità di due ampie finestre affacciate sul giardino, impegnata ad accogliere e riflettere la luce naturale del sole scomponendone le cromie; l’effetto vede rifrangersi a raggiera spicchi di luce colorata lungo tutto il parquet della piccola stanza. 

James Turrell, Afrum I (White), 1967

Sono esposti a seguire alcuni tra i più conosciuti Projection Pieces di Turrell: Wallenn (White) del 1976, Shanta (Blue) e Afrum I (White) del 1967. Lavori attivati attraverso proiezioni di luce che disegnano, lungo le pareti dei rispettivi ambienti, forme geometriche capaci di fingere tridimensionalità invadendo lo spazio di chi osserva. Superata una seconda parte documentaria dedicata al progetto del Roden Crater, un vulcano spento nel Painted Desert (Arizona) acquistato da James Turrell nel 1977 (con il supporto della Dia Art Foundation e dello stesso Giuseppe Panza) per trasformarne il cratere in un gigantesco osservatorio del cielo, e percorsa la lunga galleria con i monocromi di David Simpson alle pareti, si prosegue alla volta degli ambienti di luce permanenti. 

Robert Irwin, Varese Scrim, Villa Panza, 2013

Si attraversa l’affascinante ala dei Rustici con colori al neon provenienti dalle diverse stanze affacciate sul lungo corridoio, dedicato principalmente alle installazioni in luce della fine degli anni Sessanta di Dan Flavin. Si raggiungono così Varese Portal Room, Varese Scrim e Varese Window Room (1973) di Robert Irwin; dalle pareti aperte “a finestra” sull’esterno, quasi a fotografare (o a dipingere) attraverso un ritaglio nello spessore di muro la vegetazione appena fuori la Villa, al corridoio alterato nelle profondità grazie a un telo bianco teso lungo il lato destro, a sostituzione della parete reale, sfumando la percezione dello spazio in infinito. Si accede poi agli ambienti a lucernari di Turrell e allo splendido Skyspace I (1974) il primo di una famosa serie; si tratta di un’apertura realizzata a filo del soffitto di una piccola stanza bianchissima così da mostrare, incorniciandolo, il cielo. 

Il percorso termina al piano terra tra le scuderie e la limonaia della Villa, dove si accede a due opere di Irwin (Piccadilly e Varese Scrim, 2013) in esatta corrispondenza con gli ambienti permanenti del piano superiore, e alla Sight Unseen (2013) di Turrell, uno dei suoi Ganzfeld (campi visivi totali) all’interno del quale si è chiamati a vivere uno spazio i cui limiti sono completamente annullati dalle luci e dalle cromie alternate, in un effetto d’insieme totalizzante e privo di contorni. 

Robert Irwin, Piccadilly, 2013

Affascinante occasione d’incontro con la storia, le stanze e i progetti pensati su misura per Villa Panza, questa temporanea apre esemplarmente verso l’Arte ambientale d’oltreoceano, portando il visitatore all’interno di uno sconfinante territorio da esplorare. 
“Diventa un’immagine del nostro desiderio di andare oltre il limite invalicabile. Non vi è una certezza definitiva. Vi è sempre qualcosa di più vero”
scriveva Giuseppe Panza a commento di alcune opere di Robert Irwin. E’ un costante invito all’arte come oltre. Luci, silenzi e cromie si rincorrono nella straordinaria convivenza tra interni ed esterni, pieni e vuoti, presenze fisiche e respiri; sempre tra l’artificio e il cielo.


Info:

www.aisthesis-fai.it
www.fondoambiente.it
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1 commento:

Claudio Di Pilla ha detto...

belle immagini!

oggi sul mio blog trovi un articolo sull'arte fiera di bologna, ecco il link!

http://www.agoprime.it/bologna-arte-fiera/