Visualizzazione post con etichetta Fondation Cartier pour l'art contemporain. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fondation Cartier pour l'art contemporain. Mostra tutti i post

giovedì 21 novembre 2013

di Lucia Zapparoli

L’America Latina svelata

Marcos López, Plaza de MayoBuenos Aires, série Pop Latino,
 1996 Tirage chromogène,  Collection privée, Buenos Aires © Marcos López

Ha inaugurato qualche giorno fa "America Latina 1960 – 2013", la nuova mostra alla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, di cui avevamo già parlato qui (Link al post) .
Fino al 6 aprile 2014 saranno esposti i lavori di ben 72 artisti provenienti da 11 paesi del Centro e Sud America.
Lavorando col medium fotografico, ma anche attraverso il video, la scrittura, il collage e la performance, questi artisti, la maggior parte dei quali ha raramente esposto in Europa, presentano il loro punto di vista sui fatti storici politici e sociali che hanno attraversato i paesi latino americani all’indomani della rivoluzione cubana.
Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni tematiche : TERRITOIRES, VILLES, INFORMER-DENONCER, MEMOIRE ET IDENTITES.

lunedì 14 ottobre 2013

di Lucia Zapparoli

Un australiano a Parigi:l'illusionismo di Ron Mueck arriva nella Ville Lumiere.

R. Mueck, Couple Under An Umbrella, 2013.
Courtesy Caldic Collectie, Wassenaar. (Link foto)


Uscendo dalla metro sul Boulevard Raspail i primi edifici che si incontrano sono i tipici palazzi parigini stile haussmaniano. Ma procedendo lungo la salita di punto in bianco ci si trova davanti a qualcosa di notevolmente diverso.
Alcuni lettori sicuramente sapranno di cosa sto parlando, l’avranno già visitata oppure ci saranno solo passati davanti, intimoriti dalla perenne fila di visitatori durante le mostre.
Fondation Cartier pour l'art contemporain
Ebbene sì… la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi spicca in tutta la sua lucentezza e trasparenza fra gli austeri e grigi palazzi circostanti.
L’edificio, progettato e realizzato da Jean Nouvel nel 1994, si iscrive perfettamente nello stile dell’architetto: materiali trasparenti, riflettenti e leggeri si intrecciano con elementi vegetali fra cui il famoso cedro piantato da Chateaubriand creando dei sorprendenti effetti di prospettiva e trasparenza.
Dunque non poteva essere concepita in uno spazio migliore la mostra di uno degli “illusionisti” più famosi e brillanti della scena artistica contemporanea, Ron Mueck.
Nato a Melbourne nel 1958, la sua carriera prende avvio in Australia come creatore di marionette per poi continuare a Londra in alcuni backstages cinematografici, in cui si occupa degli effetti speciali, fin quando nel 1990 decide di fondare una propria ditta per la produzione di manichini per la pubblicità.
Ma da quando Charles Saatchi l’ha portato alla luce, esponendo nel 1997 la celebre scultura Dead Dad alla mostra “Sensation” alla Royal Academy di Londra, il giovane australiano ha visto solo momenti di gloria.
La Fondation, che già nel 2005 aveva allestito la prima personale dell’artista in Francia, quest’anno fino al 27 ottobre celebra Ron Mueck, presentando nove opere, di cui tre concepite appositamente per la mostra parigina.