venerdì 30 agosto 2013

di Giovanni Cascavilla

Street Art: Visione urbana del nuovo millennio

Wynwood, Particolare, Miami,
(Link foto)

Quando si parla di Street Art spesso s'intende quel fenomeno artistico, sociale e culturale nel quale si concentrano varie tecniche come la Sticker Art, lo Stencil, le Proiezioni video e le Sculture installate in luoghi pubblici. L'elemento principale che accomuna tutte queste tecniche come luogo d'espressione è la strada.

Negli ultimi dieci anni la Street Art si è resa portavoce delle nuove generazioni di artisti che sempre più spesso scelgono la strada come galleria per mostrare, sperimentare e condividere i loro nuovi linguaggi interagendo con il sociale. 

Questa nuova tendenza artistica segna un punto di rottura con l'individualità dettata dai canoni dell'arte contemporanea. 
Al contrario, la Street Art è diventata un'immensa rete di artisti che condividono le proprie idee, stili, obiettivi, progetti, coinvolgendo critici, appassionati ma soprattutto i nuovi media e la tecnologia. Se fino a qualche anno fa era considerata come un fenomeno underground, oggi la pubblicità, le televisioni e tutto il sistema mediatico-commerciale, sfruttano questo movimento a proprio vantaggio per trarne fruttuosi profitti.

Un interessante connubio fra tecnologia e Street Art viene da due studenti dell'Università di Bologna, Niccolò Bravaccini e Francesco Timpone, i quali hanno da poco deciso di mappare tutte le opere nelle strade di Bologna utilizzando Instagram e creando un sito (Link al sito), in cui vengono raccolte anche opere straniere, fornendo informazioni utili riguardo l'opera, l'autore, il tema e il luogo in cui si trova. 
L'originalità dell'iniziativa sta nel fatto che tutti possono pubblicare foto di opere da tutto il mondo, basta caricare sul sito una foto, l’hashtag #bolognastreetart e la geolocalizzazione dell’opera, oppure utilizzando Instagram o Facebook.

Outdoor IV, Urban Art Festival, Roma
Anche se in Italia e nel resto del mondo la Street Art viene spesso considerata da molti una forma d'arte illegale, l'interesse dello street artist è quello di entrare in simbiosi con un pubblico sempre più vasto ma soprattutto con le istituzioni. Un esempio lampante viene da Roma, dove l'11 luglio scorso è stato inaugurato un nuovo progetto di riqualificazione urbana nel quartiere della Garbatella, grazie ad una convenzione con due associazioni del territorio, Libetta village e Superegg in collaborazione con il comune. Il Municipio XI sembra aver adottato una filosofia urbana che già da un po' di tempo muove i passi in questa direzione.
Non stupisce quindi che il prossimo Outdoor IV, Urban Art Festival, dal 6 al 13 settembre, vedrà ancora una volta la Garbatella come cornice.



Le iniziative da annoverare in quest'estate 2013 non finiscono qui. In Abruzzo, all'inizio di luglio il comune di Pescara ha organizzato insieme al collettivo studentesco della città un evento importante: lo Street Art Aurum. Questo festival, durato quattro giorni, ha visto la partecipazione di molti artisti impegnati in manifestazioni di vario tipo, spaziando dalla musica alle danze urbane, dal teatro alle arti plastiche, in un programma quasi completamente libero e aperto all’improvvisazione, ottenendo un buon numero di pubblico partecipante, tra cui molti giovani. La manifestazione è stata la prima tappa di un progetto denominato “Dateci spazio”, che ha lo scopo di usare il canale arte come forma di prevenzione del disagio sociale e per sottolineare alle istituzioni le carenze di strutture e locali idonei alle esigenze dei giovani della città. 

Un altro evento significativo è stata la mostra Oltremare di Grosseto, conclusasi giovedì 25 luglio alla quale hanno partecipato numerosi writer da tutta Italia come Zedone, Truly Design, Aris e Zedz, Etnik e Wild Boys. La manifestazione per l'occasione è stata organizzata insieme ai Mondiali di vela, ottenendo in questo modo un duplice obiettivo, la riqualificazione urbana fatta come Street Art e l'idea di creare un evento multiculturale d'interesse nazionale.

 Oltremare, primo festival di Street Art di Grosseto,
(Link foto)

Riqualificazione urbana e Street Art sembrano aver agito in simbiosi un po' ovunque, anche dal punto di vista teorico. 

Nelle Marche, a Civitanova, in conclusione del Futura Festival, nel Chiostro di Sant'Agostino, si è svolta la conferenza “These walls for the Future”, presenziata dalla storica dell'arte Alessia Carlino e dal curatore del progetto Giulio Vesprini, che hanno definito la Street Art un'opportunità per riabilitare gli spazi urbani abbandonati in città e renderli nuovamente fruibili dai cittadini. 

Se in Italia la Street Art comincia a muovere i primi passi nel ramo urbanistico e sociale in stretto rapporto con le istituzioni e con le culture locali, all'estero la Street Art agisce in grande stile, affermandosi e radicandosi nel tessuto socio-culturale e contribuendo alla rinascita delle realtà metropolitane o di interi quartieri.  Ciò accade nella capitale della Florida, a Miami.
Il quartiere Wynwood della “Greater Miami” è divenuto ormai il simbolo della Street Art internazionale. Dopo tre decenni di dura riqualificazione si è giunti al Winwood Walls, ovvero l'esposizione permanente e a cielo aperto delle opere di alcuni dei più famosi street artists del mondo, le cui creazioni sono state realizzate direttamente sui palazzi come se fossero delle gigantesche tele bianche. Ogni secondo sabato del mese si organizzano le gallery nights, altro eccellente evento in cui si ha l'occasione di visitare più di 70 gallerie, negozi d'antiquariato, locali originali, recuperati da magazzini abbandonati, fabbriche chiuse e altri edifici inutilizzati. Nel corso degli anni questi interventi hanno rafforzato la reputazione della metropoli, sia sotto l'aspetto turistico-commerciale, trasformando una zona dismessa e abbandonata in un simbolo della nightlife mondiale, sia sotto l'aspetto culturale e artistico. 

Dall'altra parte degli States, a Los Angeles, si lotta per non vietare i murales. La notizia datata 5 luglio 2013 e diffusa sul web dal Los Angeles Times nella sezione “Arts & Culture” (Link all'articolo), spiega come la città stia rivalutando gli spazi pubblici, riqualificandoli con opere di Street Art e soprattuto di Writing e Aerosol Art, con un'ordinanza sponsorizzata dal consigliere dell'Eastside José Huizar, la quale consentirebbe la creazione e la conservazione dei dipinti murali d'arte, originali ma anche installazioni pubbliche d'arte visiva. Il progetto si chiama Freewalls mural project ed è curato Daniel Lahoda, il quale si occupa di mappare e monitorare i graffiti tutelati dall'ordinanza nel distretto di Downtown. Questa azione però ha provocato delle reazioni immediate da parte di sostenitori e di alcuni guru del L.A.Writing, accusando i media ma sopratutto il panorama prettamente commerciale dell'arte, di aver fatto assorbire nella cultura popolare, globale, il concetto che la Graffiti Art e la Street Art siano oramai la stessa cosa. La questione è ancora aperta ma è anche parecchio confusa perché rischia di scatenare una rivolta da parte di tutti quegli artisti non tutelati, che vengono catalogati come “vandali” a spingersi a dipingere in quartieri dove da anni vigilano ordinanze di divieto di fare murales.


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