domenica 29 gennaio 2012

di Marialaura Lucantoni

Cattelan scrive Celentano risponde

Uno scambio epistolare tra due artisti del nostro tempo, due provocatori sempre un gradino al di sopra di noi per guardarci e restituirci le nostre debolezze di uomini sotto forma di musica e arte strabordante. 

Di chi parliamo? Maurizio Cattelan ed Adriano Celentano.

Mentre in Italia si scatenano le polemiche riguardo la partecipazione del Molleggiato al Festival di Sanremo, un' intervista dialogo tra i due va in scena sulle pagine di Interview, versione tedesca della rivista fondata da Andy Warhol.

Tre lettere di Cattelan e due di Celentano in cui, tra ricordi personali e moniti reciproci, si insinua uno sguardo leggero e diretto verso una società colma di contraddizioni banali.

M.  Cattelan
Ammirazione tra i due artisti che in comune hanno la passione per la denuncia e la bellezza bizzarra delle loro idee.

Ad esempio Celentano riguardo l'arte di Cattelan afferma: "Ritrovo una certa follia, dove anche io mi riconosco, che spiega più di tutti il mondo in cui viviamo".

Un mondo che nell'arte di Cattelan ci viene restituito senza sconti, con visioni inaspettate e potenti, tanto quanto i miti di un tempo. Basti pensare al dito medio che si erge in Piazza Affari a Milano al pari di un eroe a cavallo.

E che dire invece delle strofe di Celentano, ad onor del vero più recitate in monologhi che cantate, che ancor oggi ritornano come un dito nella piaga nel balletto triste della società?
Noi, come Cattelan, attendiamo che al Festival Celentano ci regali "qualche minuto di libera imprevidibilità". Ingrediente fondamentale per qualsiasi tipo di arte.
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